Il presunto leader di Blocus avrebbe viaggiato a Parigi prima di organizzare appelli al saccheggio in Spagna e avrebbe registrato uno dei suoi account Telegram utilizzando un numero di telefono turco, secondo fonti giudiziarie citate da elDiario.es. Gli investigatori affermano che si sarebbe recato anche in Turchia in diverse occasioni.
La Guardia Civil è giunta alle proprie conclusioni dopo aver analizzato un telefono cellulare e due computer sequestrati durante una perquisizione della sua abitazione. Le autorità identificano il fermato come l’amministratore di gruppi Telegram con migliaia di iscritti, che durante i disordini del 24 ottobre avevano lanciato appelli al saccheggio a Barcellona. Quegli eventi hanno portato a 128 arresti, tra cui 78 minorenni.
Un giudice del Tribunale di prima istanza di Torrent ha disposto la custodia cautelare senza cauzione, citando il possibile inquinamento delle prove, il rischio di ulteriori reati e il pericolo di fuga. Secondo quanto riferito, la decisione ha tenuto conto della sua capacità di viaggiare e delle sue risorse finanziarie. Il giudice ha inoltre ordinato la chiusura dei suoi account e gli ha vietato di accedere ai social network durante la detenzione nel carcere di Picassent.
Secondo l’indagine, il fermato amministrava gruppi Telegram e un account privato Signal da un iPhone 18 Pro. In un gruppo chiamato “Fuck AEAT”, avrebbe affermato di essere l’amministratore dei gruppi ormai chiusi “Blocus BCN2” e “Blocus BCN-2”.
Il 28 ottobre avrebbe caricato in uno di quei gruppi un video in cui appariva con il volto coperto e si dichiarava leader di Blocus in Spagna. Gli investigatori hanno rintracciato i dati identificativi collegati ai suoi account, arrivando così al suo arresto.
Gli investigatori affermano inoltre che selezionava i membri di un gruppo ristretto chiuso e utilizzava misure di contro-sorveglianza e anonimato. Sarebbe responsabile della realizzazione di manifesti che invitavano al saccheggio a Barcellona, nonché dell’avatar del gruppo e dei codici QR creati con uno strumento di intelligenza artificiale sul suo telefono.
I canali Telegram pubblici e i gruppi Signal privati promuovevano appelli di massa al saccheggio di negozi di lusso, con messaggi che in seguito si diffondevano su WhatsApp. Il presunto leader avrebbe inoltre realizzato un video con la voce distorta, invitando al saccheggio in diverse città spagnole il 30 ottobre. Tali azioni sono state fermate da un ampio dispiegamento della polizia.
È indagato per la presunta appartenenza a un’organizzazione criminale creata per mobilitare e incitare persone in tutta la Spagna a commettere gravi reati contro l’ordine pubblico, rapine con violenza ai danni di esercizi commerciali e danneggiamenti intenzionali a beni pubblici e privati. La qualificazione giuridica definitiva potrebbe cambiare con il proseguire dell’indagine.
Fonti: elDiario.es.