I Mossos d’Esquadra hanno arrestato due minorenni, di 14 e 17 anni, in relazione ai saccheggi e ai disordini legati a Blocus verificatisi a Barcellona il 24 ottobre. La polizia sostiene che le ragazze amministrassero diversi gruppi di messaggistica utilizzati per pianificare e promuovere l’invito a saccheggiare i negozi e a provocare disordini.
Secondo la polizia catalana, i gruppi erano stati creati per contribuire a coordinare i partecipanti. L’accesso veniva promosso attraverso manifesti condivisi su TikTok e un codice QR che conduceva a canali WhatsApp.
Gli arresti fanno parte di un’indagine congiunta dei Mossos e della Policía Nacional, coordinata con la sezione minorile della Procura di Barcellona. La polizia attribuisce a entrambe le adolescenti un ruolo attivo nella gestione e nell’ampliamento della rete di gruppi. Vivono in contee diverse, Maresme e Bages, situate a diverse decine di chilometri di distanza.
Gli arresti fanno seguito a un’operazione più ampia incentrata sulle tracce digitali lasciate dagli appelli ai disordini. Tra venerdì e domenica, dieci persone sono state arrestate in tutta la Spagna in quanto presunti coordinatori di Blocus: tre a Valencia, tre in Catalogna, due a Tenerife, una in Andalusia e una nei Paesi Baschi.
Il presunto fondatore e promotore del movimento è stato arrestato venerdì a Picanya, Valencia, dalla Guardia Civil. Un giudice ne ha disposto la custodia cautelare senza possibilità di cauzione. Anche altri due giovani, di 18 e 21 anni, arrestati a Barcellona in quanto presunti coordinatori dei disordini, restano in custodia. Il Tribunale superiore di giustizia della Catalogna ha dichiarato che uno di loro è indagato per i reati di disordini pubblici e associazione a delinquere.
Il caso ha inoltre attirato l’attenzione sul genere e sull’età degli ultimi sospettati. Delle prime 130 persone arrestate a Barcellona per aver presumibilmente partecipato ai disordini, solo sei non erano uomini.
Fonti: elDiario.es.