Gary Marcus, professore emerito di psicologia e neuroscienze, ha invitato i cittadini a smettere di utilizzare l’intelligenza artificiale finché le aziende tecnologiche non affronteranno i rischi legati ai loro sistemi. Intervenendo all’iniziativa “AI Beyond the Hype – From Intelligence to Epistemia” dell’Università La Sapienza, Marcus ha affermato che gli utenti dovrebbero boicottare l’IA perché le grandi aziende ne promuovono l’adozione in parte per ragioni finanziarie.

Marcus, noto critico dei limiti e delle prospettive dell’IA, ha inoltre sostenuto che la tecnologia richiede una governance globale. Ha elogiato il Papa per aver dedicato del tempo a comprendere l’IA attraverso l’enciclica “Magnifica Humanitas”, affermando che poche persone compiono uno sforzo analogo prima di formarsi un’opinione.

L’accademico ha inoltre accusato OpenAI di minimizzare costantemente i rischi dei suoi sistemi di IA. Riferendosi all’azienda che ha creato ChatGPT, ha previsto che OpenAI potrebbe alla fine andare incontro a un destino simile a quello di WeWork, da lui descritta come un’azienda guidata da una figura carismatica e fallita dopo la quotazione in borsa.

La rettrice de La Sapienza, Antonella Polimeni, ha aperto l’evento discutendo del ruolo dell’università nello sviluppo del pensiero critico sui progressi dell’IA. Walter Quattrociocchi, professore presso il Dipartimento di Informatica dell’università, ha affermato che la scienza dovrebbe sollevare nuove domande, invece di confondere l’approssimazione statistica con l’intelligenza.

Quattrociocchi ha aggiunto che una delle sfide centrali sarà garantire che le persone dispongano delle competenze necessarie per distinguere le informazioni affidabili dall’“AI slop”, ovvero contenuti di bassa qualità.

Fonti: ANSA Politica.