Il deputato brasiliano André Janones ha incontrato Sergio Massa a Buenos Aires lunedì e nel corso della giornata avrebbe dovuto incontrare l’ex presidente Cristina Kirchner. Janones, membro del partito Rede che ha partecipato alla campagna per la rielezione del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, ha detto di voler condividere gli insegnamenti tratti dall’esempio di Lula.
«Siamo venuti per parlare un po’ dell’esempio del presidente Lula e cercare di portare alcune di quelle tecniche», ha detto Janones ai giornalisti dopo aver incontrato Massa per circa un’ora nel quartiere di Recoleta. Il suo ufficio ha dichiarato che la visita mirava a incoraggiare gli scambi tra leader politici, rafforzare i valori democratici e approfondire i legami tra Brasile e Argentina.
Janones avrebbe dovuto rimanere nella capitale argentina almeno fino a martedì. Anche il deputato dell’opposizione Pablo Juliano, dell’Unione Civica Radicale, cercava di incontrarlo.
Massa, ex ministro dell’Economia argentino, è tra i possibili candidati considerati in grado di sfidare il presidente Javier Milei alle elezioni del 2027. Ha perso contro Milei al ballottaggio del 2023, nel quale Milei ha ottenuto il 55,7% dei voti. Un altro potenziale candidato è Axel Kicillof, governatore della provincia di Buenos Aires.
Anche Kirchner ha lasciato aperta la possibilità di ricandidarsi. In un’intervista pubblicata lunedì dal Washington Post, ha detto: «Quando riavrò i miei diritti politici, perché no?». Secondo quanto riportato, è agli arresti domiciliari e cerca di riabilitare la propria posizione politica.
La vittoria di Lula sul senatore Flávio Bolsonaro a ottobre è diventata un esempio per i gruppi progressisti di diversi paesi, tra cui l’Argentina. Da allora, gruppi di sinistra argentini hanno creato canali WhatsApp ispirati all’«Esercito» di Lula, nel tentativo di replicare strategie elettorali che potrebbero averlo aiutato a ribaltare la corsa al secondo turno.
La mancanza di unità dell’opposizione ha finora favorito Milei, nonostante i segnali di scarso sostegno popolare. Un’analisi di Clarín pubblicata la scorsa settimana, basata su 11 sondaggi d’opinione, ha rilevato che il 57% degli argentini disapprova il suo governo e il 57,2% ha un’opinione negativa di lui.
Fonti: Folha Poder.