Il governo del Regno Unito ha introdotto una nuova politica rigorosa che richiede alle aziende straniere che vincono appalti di difesa significativi di reinvestire un importo equivalente nel Regno Unito. Il Segretario alla Difesa Wes Streeting e il Cancelliere John Healey hanno annunciato formalmente la politica sugli offset, leader a livello mondiale, durante una visita presso BAE Systems Scotstoun a Glasgow oggi. Ai sensi di queste nuove regole, i fornitori esteri devono garantire che il loro investimento in Gran Bretagna corrisponda al valore dell'appalto ottenuto, a beneficio dei lavoratori, delle imprese e degli apprendisti britannici.

Il Ministero della Difesa ha chiarito che gli appalti con un valore superiore a 50 milioni di sterline saranno soggetti a questi requisiti sugli offset. Ad esempio, un'impresa straniera a cui viene assegnato un contratto da 100 milioni di sterline sarebbe obbligata a fornire benefici al Regno Unito per un valore fino a 100 milioni di sterline. Tali benefici devono assumere la forma di nuovi posti di lavoro britannici, apprendistati, l'apertura di fabbriche nel Regno Unito, investimenti nei fornitori nazionali e il trasferimento di know-how tecnologico e innovativo. Il governo ha dichiarato che, sebbene dia priorità all'acquisto di equipaggiamenti di difesa britannici ovunque possibile, questo approccio garantisce che la sicurezza nazionale e l'industria domestica siano rafforzate anche quando l'approvvigionamento estero è inevitabile.

Streeting ha sottolineato che ogni sterlina investita nella difesa deve essere valutata in base al suo impatto sulla Gran Bretagna. Ha notato un allontanamento dall'approccio globalista convenzionale, dove costo e qualità erano gli unici determinanti, sostenendo invece una strategia che dà priorità all'occupazione locale, simile alle politiche utilizzate da Polonia, Norvegia e Paesi Bassi. Un documento dettagliato sulla politica degli offset pubblicato oggi delinea la meccanica di funzionamento di questo sistema.

L'annuncio ha coinciso con una riunione del Consiglio Economico Nazionale a Glasgow, alla quale hanno partecipato il Primo Ministro Andy Burnham, il Primo Ministro scozzese John Swinney e il Primo Ministro gallese Rhun ap Iorwerth. Durante l'incontro, Burnham ha espresso il desiderio di favorire la cooperazione con i governi devoluti e ha discusso modelli per un maggiore potenziamento regionale. Ha fatto riferimento alla sua esperienza come Sindaco della Grande Manchester, suggerendo che concentrare l'autorità strategica a livello regionale potrebbe aiutare le comunità a sbloccare il loro potenziale. Swinney, tuttavia, ha sottolineato che qualsiasi proposta di devoluzione deve rispettare i poteri esistenti del governo scozzese e ha chiesto ulteriori trasferimenti di autorità da Londra ad Edimburgo in aree come la tassazione, l'immigrazione e la politica energetica.

Separatamente, la reazione pubblica al recente bilancio del Cancelliere Healey è stata largamente positiva per quanto riguarda l'equità. Un sondaggio YouGov indica che il 45% dei britannici considera il bilancio equo, un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti. Sebbene think tank come la Resolution Foundation abbiano criticato alcuni aspetti della strategia economica, gli elettori sembrano apprezzare le ampie misure di sostegno, inclusi i pagamenti per il costo della vita legati all'energia. I dati suggeriscono che questo è uno dei bilanci più positivamente accolti negli ultimi tempi, con solo specifici bilanci dell'austerità e dell'era pandemica che hanno ottenuto punteggi più alti nelle metriche di equità.

Fonti: The Guardian Politics.