Il sindaco di Palma, Jaime Martínez, ha chiesto alla Delegazione del governo delle Isole Baleari di intervenire e sgomberare l’accampamento per il diritto alla casa in Plaça d’Espanya. Ha citato l’operazione di polizia che durante la notte ha posto fine a una protesta alla Puerta del Sol di Madrid, sostenendo che lo stesso approccio dovrebbe essere applicato a Palma.

Parlando con i giornalisti al World Travel Market di Londra, Martínez ha dichiarato che anche la Polizia locale della città avvierà procedimenti contro gli accampati che violano le norme comunali in materia di convivenza civica e uso dello spazio pubblico. Gli agenti identificheranno i presunti trasgressori, registreranno le violazioni e avvieranno procedimenti sanzionatori, ha detto.

Martínez ha chiesto al delegato del governo, Pere Joan Pons, di intervenire nell’ambito delle sue competenze. Il sindaco ha dichiarato che Palma chiede un intervento da oltre un mese e ha sostenuto che, se si è ritenuto che il raduno di Madrid avesse superato il periodo consentito e non rientrasse più nell’esercizio del diritto di manifestare, a Palma dovrebbero essere applicati gli stessi criteri.

La città sostiene che l’accampamento renda più difficili la pulizia e la manutenzione e limiti l’uso pubblico della piazza, attraversata, secondo quanto afferma, da circa 50.000 persone al giorno. Ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che recinzioni e allacciamenti non autorizzati alla rete elettrica possano danneggiare la pavimentazione e altri elementi urbani. Il Comune afferma di rispettare i diritti di manifestare e riunirsi, ma sostiene che tali diritti non giustificano un’occupazione a tempo indeterminato dello spazio pubblico.

Il 1° ottobre il Comune ha chiesto per la prima volta alla Delegazione del governo di adottare misure per porre fine alla protesta, affermando che era scaduto il periodo che, secondo quanto riferito, gli organizzatori avevano stabilito per il raduno. Mentre la Delegazione valuta l’ultima richiesta, la città dichiara che applicherà le ordinanze comunali avvalendosi dei propri poteri.

L’accampamento fa parte delle manifestazioni per il diritto alla casa organizzate in tutto il Paese. I suoi organizzatori lo definiscono una forma pacifica di disobbedienza civile in risposta all’emergenza abitativa e affermano di voler continuare a fare pressione sulle istituzioni. Hanno inoltre proposto di estendere la mobilitazione ai quartieri e di costruire una risposta più ampia in vista dello sciopero generale per il diritto alla casa indetto per l’11 novembre.

Fonti: elDiario.es.