Secondo il Dipartimento di Giustizia, da quando il presidente è entrato in carica l’amministrazione Trump ha incriminato circa 236 persone per reati legati alle frodi elettorali, nonostante un’ampia iniziativa federale volta a indagare sul sospetto voto di non cittadini.
Il Dipartimento per la Sicurezza interna ha assegnato centinaia di agenti federali all’esame di decine di migliaia di registrazioni elettorali e a visite alle persone sospettate di aver votato illegalmente pur non essendo cittadine. Tra le incriminazioni risultanti figurano alcuni casi in cui le persone sono accusate di essersi registrate per votare senza però aver espresso una scheda.
La cifra rappresenta una piccola parte degli oltre 158 milioni di voti espressi alle elezioni generali del 2024. È inoltre nettamente inferiore a quanto affermato a luglio dal segretario per la Sicurezza interna Markwayne Mullin, che aveva detto, senza fornire prove, che in quattro Stati erano registrati per votare più di 250.000 potenziali non cittadini.
L’indagine ha comportato la collaborazione tra il Dipartimento per la Sicurezza interna e il Dipartimento di Giustizia, che ha avviato procedimenti penali. L’attività investigativa del Dipartimento per la Sicurezza interna è stata inoltre centrale nei recenti tentativi del Dipartimento di Giustizia di intervenire nelle elezioni.
David Becker, ex avvocato del Dipartimento di Giustizia specializzato in diritti di voto e direttore del Center for Election Innovation and Research, apartitico, ha detto che l’iniziativa mirava a minare la fiducia in un’elezione e che l’amministrazione non stava riuscendo a produrre prove.
Fonti: The New York Times Politics.