Oltre mille manifestanti si sono radunati a Perugia il 30 ottobre 2026 per partecipare a una marcia di protesta organizzata nell'ambito di uno sciopero generale nazionale convocato dall'Unione Sindacale di Base (Usb). La mobilitazione ha coinvolto principalmente studenti che sono scesi in strada per opporsi all'aumento del costo della vita, agli affitti elevati, ai prezzi dei carburanti, ai bassi salari e a ciò che descrivono come un'economia di guerra. A guidare la processione c'era uno striscione tenuto dagli studenti con la scritta: "Contro la guerra, il costo della vita e la repressione: strappate loro il futuro".

La marcia è partita da Piazza Partigiani per poi attraversare il centro storico e il quartiere universitario, arrivando infine alla stazione di Fontivegge. Questo percorso è stato scelto per evidenziare luoghi chiave che simboleggiano le questioni relative all'istruzione e ai trasporti pubblici. Durante tutta la dimostrazione, i manifestanti hanno portato cartelli chiedendo al governo di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, aumentando nel contempo gli stipendi per adeguarli all'aumento del costo della vita. Una richiesta centrale ripetuta dalla folla è stata un appello a fermare la guerra.

Durante una breve sosta in Piazza IV Novembre, nel cuore del centro storico di Perugia, i manifestanti hanno scandito slogan come "Abbassate le armi e alzate gli stipendi". Un altro striscione recitava: "Senza servizi pubblici non ci sono diritti; no all'economia di guerra". Gianluca Liviabella, rappresentante Usb per l'Umbria, si è rivolto alla folla affermando che la protesta era contro un'economia di guerra che soffoca la popolazione e contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che cercano migliori condizioni di vita.

Liviabella ha sottolineato che i giovani presenti non erano quelli che infrangono le vetrine, ma coloro che marciavano pacificamente. Ha criticato i governi per aver allocato risorse eccessive alle spese militari lasciando fondi insufficienti per l'assistenza sanitaria, l'istruzione e altri servizi pubblici. Il rappresentante ha descritto la mobilitazione attuale come un appello internazionale al cambiamento, notando che un movimento del genere è senza precedenti nella storia del movimento sindacale.

Fonti: ANSA Politica.