Una targa in onore del giornalista Dante Nocentini (1922–1995) è stata scoperta in via de’ Pucci, a Firenze, dove si trovava la sede dell’ANSA durante l’alluvione del 1966. L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Firenze, dall’Ordine dei giornalisti della Toscana e dall’Associazione stampa toscana.
Nocentini, allora redattore dell’ANSA per la Toscana e l’Umbria, fu tra i primi giornalisti ad avvertire il pubblico in tutta Italia nella mattina del 4 novembre 1966. Riferì via telescrivente che l’Arno era esondato a monte, in Valdarno, e che l’onda di piena si stava dirigendo verso Firenze.
Dopo aver osservato durante la notte l’acqua in aumento lungo le rive del fiume, Nocentini raggiunse il Lungarno Acciaiuoli, di fronte alla Biblioteca Nazionale, dove l’Arno cominciò a esondare in città. Si diresse quindi di corsa verso piazza Santa Croce mentre l’acqua iniziava a coprire le strade, poi tornò in redazione per trasmettere il primo dispaccio.
Alle 9:45, un guasto elettrico colpì quasi l’intera città, interrompendo le linee telefoniche e le telescriventi dell’ANSA. Nocentini lasciò l’ufficio e si recò in piazza San Marco per chiedere assistenza al Comando militare regionale. Da lì, riprese a inviare notizie a Roma utilizzando un collegamento radio militare.
Alla cerimonia di scoperta della targa hanno partecipato la sindaca di Firenze Sara Funaro, il presidente dell’associazione dei giornalisti toscani Giampaolo Marchini, il presidente dell’Associazione stampa toscana Sandro Bennucci, i familiari di Nocentini e alcuni suoi ex colleghi. Tra loro c’era Gino Capacci, un tipografo rimasto intrappolato durante la notte nella redazione di via de’ Pucci, dove l’acqua dell’alluvione e il fango superarono il metro di altezza.
Capacci ha ricordato di essere tornato in ufficio dopo aver spostato la propria auto e di aver deciso di rimanere invece di lasciare la redazione incustodita. Vi rimase fino alla mattina seguente, trascorrendo poi la notte nella casa della famiglia che abitava sopra l’ufficio.
Fonti: ANSA Politica.