Il ministro degli Esteri ungherese Anita Orbán e il segretario di Stato statunitense Marco Rubio hanno firmato giovedì a Washington un memorandum volto ad aumentare la condivisione di informazioni e le indagini congiunte riguardanti i gruppi antifascisti. Secondo il rapporto, si tratta del primo accordo bilaterale di questo tipo noto pubblicamente da quando l’amministrazione Trump ha iniziato a prendere di mira gli oppositori politici associati all’anarchismo o all’antifascismo.

L’accordo si concentra sulle presunte reti transfrontaliere descritte da Rubio come «terrorismo estremista di sinistra». Ha affermato che il fenomeno era tornato dopo essere stato ignorato troppo a lungo. Orbán ha dichiarato che la cooperazione avrebbe preso di mira «Antifa Ost» e altri gruppi presumibilmente attivi sia negli Stati Uniti sia in Ungheria.

Il memorandum segue le misure adottate dall’amministrazione Trump dopo la sparatoria del settembre 2025 ai danni dell’attivista dei media di destra Charlie Kirk. Trump ha successivamente designato «Antifa» come organizzazione terroristica interna. Memorandum presidenziali successivi hanno ampliato la definizione delle attività legate al terrorismo includendovi la resistenza contro la polizia e le forze di frontiera, il doxxing organizzato di funzionari dell’Immigration and Customs Enforcement, il sostegno alla migrazione di massa e alle frontiere aperte, nonché quella che l’amministrazione definisce «ideologia radicale di genere».

Il rapporto collega tali misure alle indagini penali sulle proteste contro le operazioni dell’ICE. Nel caso Prairieland in Texas, 16 imputati sono stati condannati da un tribunale federale a un totale di 556 anni di carcere, con sentenze che facevano esplicito affidamento sull’ordine anti-Antifa di Trump. Un altro caso riguarda i cosiddetti Minnesota 15, accusati per la loro opposizione all’operazione dell’ICE «Metro Surge». Secondo i documenti investigativi, all’indagine hanno partecipato 119 agenti dell’Homeland Security Investigations, tra cui almeno 11 agenti sotto copertura.

Il nuovo memorandum tra Stati Uniti e Ungheria va oltre l’accordo esistente di assistenza giudiziaria reciproca tra i due Paesi, risalente al 1994 ed entrato in vigore nel 1997. L’Ungheria potrebbe utilizzare le informazioni ottenute attraverso la nuova cooperazione nei procedimenti ancora pendenti legati al «complesso di Budapest», che coinvolge antifascisti italiani e tedeschi. Le accuse riguardano aggressioni contro attivisti di estrema destra durante gli eventi del «Giorno dell’Onore» del 2023. L’eurodeputata italiana Ilaria Salis e Zaid A., cresciuto in Germania, sono tra le persone menzionate in relazione ai procedimenti.

Washington potrebbe inoltre chiedere all’Ungheria informazioni relative al caso tedesco «Antifa Ost». In precedenza, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva designato «Antifa Ost», sebbene in Germania non sia un’organizzazione formalmente registrata con tale nome, insieme ad altri tre gruppi anarchici europei come Terroristi globali designati specialmente e Organizzazioni terroristiche straniere.

Le designazioni hanno avuto anche effetti indiretti in Europa. Ad agosto, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni finanziarie al collettivo tecnologico italiano Autistici/Inventati, che forniva hosting, posta elettronica crittografata e liste di distribuzione a migliaia di gruppi di sinistra. Il collettivo ha successivamente chiuso i propri siti web e servizi. Il rapporto afferma che società e istituzioni finanziarie con sede negli Stati Uniti hanno rispettato le sanzioni, incidendo sui servizi e sui conti collegati a organizzazioni in Europa.

Il governo statunitense ha inoltre fatto sequestrare ad Amsterdam un server nell’ambito dell’indagine su Autistici/Inventati. Le autorità olandesi hanno creato una copia digitale dei dati, ma non è chiaro se il materiale verrà consegnato ai procuratori statunitensi. Il governo olandese ha espresso preoccupazione per il fatto che le sanzioni stiano creando incertezza per i fornitori nei Paesi Bassi.

L’accordo con l’Ungheria arriva dopo una conferenza organizzata da Rubio a Washington a luglio, alla quale hanno partecipato rappresentanti di 66 Paesi sul tema dell’«estremismo di sinistra transnazionale». La Germania ha partecipato attraverso il responsabile del dipartimento per la Sicurezza pubblica del suo ministero dell’Interno e sta contribuendo a organizzare una conferenza successiva in Germania, prevista secondo quanto riferito per l’autunno. Il ministero non ha divulgato ulteriori dettagli alla stampa o ai parlamentari.

Il ministero degli Esteri tedesco ha dichiarato venerdì che la Germania non era coinvolta nei negoziati in corso per un accordo analogo con gli Stati Uniti. Non ha detto se Berlino avesse ricevuto una richiesta in tal senso da Washington.

Fonti: netzpolitik.org.