Gli avvocati francesi denunciano l’uso di misure antiterrorismo per impedire agli attivisti di partecipare alle manifestazioni. Le restrizioni, note come misure individuali di controllo amministrativo e sorveglianza, consentono alle autorità di limitare la libertà di movimento di una persona in nome della lotta al terrorismo. Furono introdotte nell’ambito dell’eredità dello stato di emergenza francese del 2015–2017.

Uno dei destinatari, identificato con il nome Thomas, ha ricevuto un’ordinanza nella sua fattoria, a circa 50 chilometri da Poitiers, venerdì 30 ottobre. La lettera del Ministero dell’Interno gli vietava di lasciare il proprio comune, gli imponeva di presentarsi una volta al giorno a una stazione della gendarmeria a Loudun e gli proibiva di entrare nelle zone soggette a un divieto prefettizio di manifestazioni.

L’ordinanza affermava che Thomas avrebbe mantenuto contatti regolari con persone o organizzazioni che incitano, agevolano o partecipano ad atti terroristici. Thomas, ex membro della Confédération paysanne che riconosce i suoi legami con il movimento Soulèvements de la Terre, ha detto di essere rimasto scioccato dall’accusa di terrorismo. Si è descritto come contrario al governo, ma ha affermato che applicargli tale etichetta è stato sbalorditivo.

Nelle ultime settimane, secondo quanto riferito, decine di persone sono state sottoposte a queste misure ai margini del movimento sociale.

Fonti: Le Monde Politique.