Un numero crescente di gruppi in Germania sostiene di essere svantaggiato o ignorato, tra cui gli abitanti della Germania orientale, i residenti delle aree rurali, i lavoratori con redditi nella fascia intermedia e i beneficiari delle prestazioni sociali. Dopo le ultime proteste, anche i giovani si sono aggiunti a questa lista. Gli esperti sostengono da tempo che i loro interessi ricevano un’attenzione insufficiente in ambiti quali le pensioni, la politica climatica e il debito pubblico.

Tuttavia, le manifestazioni associate a “Gen Z regelt” non hanno prodotto un’agenda politica chiaramente definita. Le richieste dichiarate dagli organizzatori combinano la protezione del clima con generici appelli a una minore sorveglianza. Anche l’opposizione al servizio militare ha avuto un ruolo di primo piano, sebbene il servizio obbligatorio non sia ancora stato approvato e le generazioni precedenti, compresi i tanto criticati baby boomer, abbiano anch’esse svolto il servizio militare o civile.

Gli slogan e gli striscioni visti alle manifestazioni di sabato hanno reso il quadro ancora meno coerente. Comprendevano critiche generali al governo, messaggi anticapitalisti, preoccupazioni per il cambiamento climatico e lamentele per i prezzi elevati della benzina. Le bandiere palestinesi erano ampiamente presenti, mentre in alcuni luoghi è stata segnalata anche la presenza del movimento “Nonne contro la destra”.

Una questione era notevolmente assente: le pensioni. La sospensione del fattore demografico nei calcoli pensionistici è stata prorogata lo scorso autunno, il che significa che la popolazione lavoratrice continua a sostenere per intero il costo del cambiamento demografico. Nel frattempo, la prevista riforma delle pensioni del governo federale, destinata a limitare l’aumento dei contributi, resta coinvolta in una disputa all’interno della coalizione di governo.

La combinazione di richieste ricorda il malcontento diffuso espresso in altre proteste e nelle scelte elettorali. I sostenitori dell’AfD, per esempio, citano una serie altrettanto variegata di motivi di insoddisfazione, anche se le loro preoccupazioni possono riguardare i migranti, servizi di autobus inadeguati e la scomparsa delle macellerie locali, invece della leva militare, delle scuole o della Palestina.

Ciò che questi gruppi hanno in comune è la sensazione di non essere sufficientemente riconosciuti e di essere sistematicamente svantaggiati. La lamentela secondo cui i politici dovrebbero finalmente fare qualcosa per “noi” potrebbe provenire da un pensionato della Germania orientale che vota per l’AfD o da un giovane sostenitore della sinistra urbana.

L’analisi collega questo malcontento generale a una società abituata per decenni a una crescita economica relativamente stabile, che ora non si è materializzata da sette anni. Le risorse disponibili per la redistribuzione non si stanno più espandendo e potrebbero ridursi ulteriormente a causa delle pressioni demografiche e legate al clima. Tuttavia, la Germania non si è adattata a una società post-crescita; molte persone continuano a chiedere miglioramenti materiali che l’economia non è più in grado di fornire.

Questo rappresenta una grande sfida per i politici. Essi hanno un’influenza limitata sulle cause della stagnazione economica, e altri Paesi occidentali affrontano problemi simili. Anche le richieste dei manifestanti sono difficili da tradurre in politiche, perché restano così poco specifiche. A differenza dell’appello del movimento climatico a una legislazione sul clima, non è chiaro quale concreta risposta politica dovrebbe seguire allo slogan “Gen Z regelt”.

Fonti: FAZ.