Francoforte si prepara a una grande manifestazione sabato, con gli organizzatori che prevedono circa 20.000 partecipanti. L’autorità cittadina competente per le manifestazioni dovrebbe fornire ulteriori dettagli giovedì, compreso il numero delle contromanifestazioni registrate.
Quella mattina, Reza Pahlavi, figlio dell’ex scià dell’Iran, riceverà alla Paulskirche il Premio per la libertà della Fondazione Friedrich Naumann a nome del popolo iraniano. La fondazione gli conferisce il premio per la lotta del popolo iraniano per la libertà. Pahlavi si oppone al regime clericale iraniano.
All’Ostpark è prevista una manifestazione separata, della durata di un’intera giornata, organizzata dai sostenitori di Pahlavi. La sede è stata trasferita con breve preavviso dalla Weseler Werft. Gli organizzatori affermano che persone provenienti da diverse città tedesche intendono raggiungere Francoforte in autobus e che Pahlavi parlerà nel parco nel pomeriggio, dopo la cerimonia di premiazione.
La decisione di assegnare il premio a Pahlavi ha suscitato l’opposizione di alcuni membri della comunità iraniana e di alcuni politici. Durante una seduta pubblica della commissione principale e finanziaria di Francoforte, martedì sera, esponenti critici della diaspora iraniana hanno parlato dei familiari che avevano perso sotto il regime clericale e durante il governo dello scià, durato fino al 1979.
La Sinistra ha proposto che la città rescinda il contratto di affitto con la fondazione. La mozione è stata rinviata a una riunione del consiglio degli anziani prima della seduta del consiglio comunale di giovedì. L’SPD intende disertare la cerimonia come segno di protesta.
Wolfgang Strengmann-Kuhn, rappresentante dei Verdi, ha elogiato il premio, ma ha detto di essere contrariato dalla scelta del destinatario. Sebastian Papke, capogruppo parlamentare dell’FDP, ha affermato che il messaggio di solidarietà con il popolo iraniano veicolato dal premio rischia di essere oscurato dalle proteste contro Pahlavi. Ha definito legittime le critiche alla decisione, avvertendo però che impedire la cerimonia invierebbe un segnale che andrebbe oltre Francoforte.
L’articolo riferisce inoltre che esistono opinioni diverse sul possibile ruolo di Pahlavi nel futuro dell’Iran. I suoi sostenitori sostengono che potrebbe diventare una figura di riferimento in un Iran democratico, mentre i critici non lo considerano un rappresentante legittimo del popolo iraniano. Resta poco chiaro quale ruolo potrebbe svolgere in un eventuale nuovo governo iraniano.
Fonti: FAZ.