Martedì 3 novembre sono proseguiti i blocchi e altri disagi nelle università e nei licei francesi, in vista di una mobilitazione interprofessionale nazionale prevista per giovedì. Le organizzazioni studentesche intendono aderire alla protesta, sostenendo che i recenti annunci del governo non soddisfano le loro richieste.
Il ministero dell’Istruzione ha riferito che alle 9:30 di martedì erano bloccati 48 dei 3.700 licei francesi. Il ministro dell’Istruzione superiore, Philippe Baptiste, ha dichiarato che lunedì, quando gli studenti sono rientrati dalle vacanze scolastiche di Ognissanti, circa il 15% degli istituti aveva subito disagi.
A Parigi, l’Università Dauphine-PSL resterà chiusa fino a giovedì, ha dichiarato a RTL il suo presidente, Bruno Bouchard. Ha detto che l’istituto spera di riaprire venerdì e ha descritto la continuità didattica come una priorità. Anche l’Università Sorbonne-Nouvelle ha annunciato che il suo campus di Nation resterà chiuso per la giornata.
I gruppi studenteschi hanno chiesto un blocco nazionale. La presidente della FAGE, Suzanne Nijdam, ha dichiarato all’AFP che gli studenti vogliono dimostrare al governo che la mobilitazione universitaria proseguirà finché non saranno fornite risposte concrete. Sono riprese anche le proteste nei licei, tra cui quella al liceo Bréquigny di Rennes, dove gli studenti hanno bloccato un ingresso dopo uno scontro avvenuto al mattino presto con un responsabile amministrativo. A Parigi, sono stati collocati dei cassonetti davanti all’ingresso del liceo Louis-Le-Grand, mentre gli studenti del Lycée Balzac sono stati indirizzati verso un altro ingresso in presenza della polizia.
La scorsa settimana, dopo oltre un mese di blocchi, il governo ha annunciato un pacchetto di misure. Tra queste figurano la sostituzione graduale di Parcoursup entro il 2028, l’annullamento dei previsti tagli ai posti di lavoro nell’istruzione nazionale, l’aggiunta di 500 posti, il limite di 28 studenti nelle classi del secondo anno delle superiori e la creazione di altri 15.000 posti nell’istruzione superiore. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha inoltre chiesto al ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, di garantire che i 200 licei individuati come quelli che hanno più bisogno ricevano una risposta. Le organizzazioni giovanili hanno definito le misure un primo passo, ma hanno affermato che sono insufficienti.
Il gruppo intersindacale che riunisce USL, UNEF, FAGE e Union étudiante continua a chiedere l’abrogazione completa di Parcoursup e prevede di partecipare alla mobilitazione di giovedì per il potere d’acquisto. A Parigi, il corteo previsto da Place de la Bastille a Place de la Concorde non ha ancora ricevuto l’autorizzazione delle autorità. La polizia ha respinto i percorsi nel centro città per le manifestazioni dei due sabati precedenti, dopo gli episodi di violenza e saccheggio del 17 ottobre, autorizzando invece itinerari alternativi alla periferia della città.
Anche una manifestazione studentesca distinta, prevista per martedì tra il Panthéon e la sede del Medef, è stata respinta dalla Prefettura di Polizia di Parigi, che ha proposto un percorso fuori dal centro. Il collettivo Interfac Île-de-France ha dichiarato che contesterà la decisione davanti al tribunale amministrativo. Le autorità prevedono che martedì a Parigi scenderanno in piazza tra 15.000 e 30.000 persone.
Fonti: Le Monde Politique.