Dopo aver guadagnato terreno nelle elezioni congressuali del 3 novembre, I Democratici stanno delineando un’agenda incentrata sul rendere la vita più accessibile. Tra le loro proposte figurano il ripristino dei sussidi per l’assicurazione sanitaria previsti dall’Affordable Care Act, scaduti alla fine del 2025, e l’annullamento dei tagli a Medicaid introdotti nel “One Big Beautiful Bill” del luglio 2025 del presidente Donald Trump.

Il partito vuole inoltre abolire i dazi, sostenendo che le aziende possono scaricare sui consumatori il costo dei beni importati. I democratici affermano che il Congresso dovrebbe avere un ruolo più incisivo nella politica commerciale. Hanno anche promesso di aumentare il salario minimo federale, attualmente pari a 7,25 dollari l’ora e invariato dal 2009, sebbene alcuni Stati abbiano fissato tariffe più alte.

In politica estera, i democratici vogliono costringere Trump a porre fine alla guerra con l’Iran oppure a chiedere l’autorizzazione del Congresso per proseguirla. L’articolo afferma che la guerra ha contribuito all’aumento dei prezzi della benzina, ma osserva che non è ancora chiaro come si potrebbe imporre tale obbligo.

Altre priorità includono nuovi tentativi di limitare le azioni degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement, dopo il fallimento di una proposta che avrebbe imposto loro di smettere di indossare maschere. I democratici vogliono inoltre porre limiti alle negoziazioni azionarie dei membri del Congresso e hanno promesso di indagare su come Trump e la sua famiglia abbiano accumulato ricchezze, anche per stabilire se la loro condotta sia stata corretta.

I risultati elettorali hanno inoltre messo i democratici sulla strada per assumere il controllo della Camera dei rappresentanti, dopo che il partito ha conquistato abbastanza seggi da eliminare la risicata maggioranza repubblicana. Il leader della minoranza Hakeem Jeffries, che dovrebbe diventare presidente della Camera, ha dichiarato: «Oggi comincia la grande rinascita dell’America». Il presidente repubblicano della Camera Mike Johnson ha espresso delusione e promesso di continuare a opporsi a quella che ha definito l’«agenda socialista» dei democratici.

Fonti: FAZ.