Il Dipartimento di Giustizia ha intensificato l’indagine sul reclutamento di un candidato con lo stesso nome del senatore repubblicano dell’Alaska Dan Sullivan, inviando lettere a circa 20 democratici in cui si afferma che potrebbero essere oggetto dell’indagine, secondo due persone a conoscenza dell’iniziativa.

Le notifiche sono arrivate in una fase decisiva della serrata competizione tra Sullivan e la sua sfidante democratica, Mary Peltola. L’invio di lettere di questo tipo durante una gara molto combattuta è altamente insolito.

Tra i destinatari previsti, secondo quanto riferito, figurano Marc Elias, un avvocato specializzato in questioni elettorali il cui studio ha rappresentato Peltola e altri candidati democratici, nonché almeno un funzionario del Comitato per le campagne senatoriali democratiche. Non è chiaro quando siano state inviate le lettere né se tutti i destinatari previsti le abbiano ricevute.

L’indagine riguarda possibili accuse di frode ai danni dei donatori e cospirazione, ha dichiarato una persona a conoscenza della questione, parlando in forma anonima perché l’indagine è in corso. I democratici hanno sostenuto che reclutare candidati, pratica nota come “ballot stacking”, è comune nelle campagne e non è chiaramente vietato dalla legge dell’Alaska. Hanno inoltre accusato l’amministrazione di usare il Dipartimento di Giustizia per fini politici.

Il presidente Trump ha chiesto pubblicamente un intervento deciso in Alaska. Nel fine settimana ha dichiarato che il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, e Elias dovrebbero essere ritenuti «penalmente responsabili» della vicenda.

Fonti: The New York Times Politics.