Il giudice dell’Audiencia Nacional José Luis Calama ha chiesto all’Unità per i reati economici e fiscali della Polizia nazionale (UDEF) di indagare su chi abbia realizzato il marchio trovato sui gioielli di maggior valore sequestrati all’ex primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero. Il giudice ha dichiarato che gli agenti possono chiedere l’assistenza di Interpol ed Europol, se lo ritengono necessario.
La richiesta fa seguito a una seconda perizia del gioielliere Yanes, che ha valutato i gioielli 1,02 milioni di euro e ha giudicato «molto probabile» la loro origine asiatica. La relazione osserva che tutti i gioielli recano un marchio distintivo: accanto all’indicazione dell’oro a 18 carati, compare una lettera T appositamente disegnata all’interno di un rettangolo arrotondato. Secondo Yanes, un’ampia indagine internazionale sul marchio potrebbe aiutare a identificare il produttore originario.
Zapatero è indagato nel caso Plus Ultra per presunto traffico di influenze legato al salvataggio da 53 milioni di euro concesso dal governo spagnolo alla compagnia aerea durante la pandemia. È stato inoltre incriminato per presunti reati fiscali e di contrabbando dopo il sequestro dei gioielli dal suo ufficio. Una prima perizia ne aveva valutato il valore in 1,3 milioni di euro.
Zapatero ha dichiarato che i gioielli erano un regalo personale del re dell’Arabia Saudita, ricevuto dopo una visita ufficiale in Spagna nel giugno 2007. I procuratori anticorruzione hanno ipotizzato che possa aver commesso un presunto reato di appropriazione indebita tenendo il regalo anziché consegnarlo all’ufficio del Patrimonio dello Stato.
Fonti: elDiario.es.