Il governo tedesco punta sull’intelligenza artificiale per rafforzare l’economia del Paese. Al Vertice digitale di Berlino, il ministro per il Digitale Karsten Wildberger ha sostenuto che l’IA potrebbe contribuire alla ripresa economica. L’evento si è concentrato sul potenziale dell’IA nel sostenere le imprese, in particolare attraverso una sua adozione più ampia nel settore pubblico e nei servizi amministrativi.
Wildberger ha invitato la Germania ad abbracciare l’IA e ha affermato che il Paese dovrebbe evitare di restare indietro nella competizione internazionale. Ha inoltre appoggiato gli investimenti nella capacità di calcolo e chiesto di ridurre gli ostacoli normativi, compresi quelli legati all’AI Act dell’UE. Secondo il resoconto dell’evento, il vertice ha dedicato poca attenzione alle preoccupazioni per il notevole consumo di risorse dell’IA.
Il resoconto ha anche affermato che le prospettive critiche, comprese quelle della società civile, sono state perlopiù relegate agli eventi collaterali oppure escluse dal programma. Le discussioni si sono invece concentrate sulle possibilità future dell’IA, fornendo pochi dettagli su come sarebbero stati gestiti i potenziali rischi. Le tecnologie open source, presentate come un possibile strumento per la sovranità digitale, hanno ricevuto scarsa attenzione.
Il cancelliere Friedrich Merz ha dichiarato che sovranità significa avere il potere di plasmare la tecnologia, ma non ha spiegato come sarebbe stato applicato questo principio. Ha indicato le partnership internazionali della Germania, tra cui la Sovereign Technology Alliance con il Canada. Il resoconto ha citato l’acquisizione della start-up tedesca di IA Aleph Alpha da parte della società canadese Cohere come uno degli sviluppi associati all’alleanza; si prevede che le aziende rafforzeranno le capacità sovrane nel campo dell’IA.
Un tema centrale è stata l’amministrazione federale. Wildberger vuole estendere l’uso dell’IA a tutte le sue attività, con l’obiettivo che entro il 2030 il 90 percento dei suoi processi sia supportato dall’IA. Il segretario di Stato Thomas Jarzombek ha affermato che più del 90 percento delle agenzie federali dovrebbe utilizzare almeno un’applicazione di IA in produzione per svolgere compiti fondamentali o alleggerire il lavoro dei dipartimenti centrali. Questi obiettivi provengono da un nuovo rapporto della task force governativa sull’IA, istituita a luglio e coordinata dal ministero di Wildberger.
Il governo sta inoltre valutando sistemi di IA agentica in grado di svolgere compiti amministrativi. Jarzombek ha dichiarato che strumenti di questo tipo sono già utilizzati nell’amministrazione federale per verificare che le domande siano complete e riassumere documenti lunghi. Il Ministero per il Digitale sta sviluppando Spark-KI Workflow, un progetto pensato per contribuire ad accelerare le procedure di approvazione.
Secondo i funzionari, l’obiettivo è ridurre il carico di lavoro del personale e abbreviare i tempi di elaborazione delle domande. Stephanie Kaiser di DigitalService ha affermato che l’IA potrebbe anche contribuire a far fronte alla prevista carenza di personale: si stima che circa 1,5 milioni di dipendenti della pubblica amministrazione andranno in pensione entro il 2035. Kaiser e Philip von Haehling della società di consulenza per il settore pubblico PD stanno lavorando a un Agentic Agency Framework che delinea una visione di un’amministrazione in cui gli agenti di IA svolgono autonomamente molti compiti.
Secondo questa visione, le persone potrebbero rivolgersi ai servizi pubblici attraverso un unico punto di accesso e interagire con l’IA anziché con uno specialista. Gli agenti di IA potrebbero coordinarsi tra le agenzie durante l’elaborazione delle domande, mentre il personale umano verificherebbe o guiderebbe i casi in base al livello di rischio. Il resoconto ha affermato che il quadro è ancora in fase di sviluppo e che i suoi ideatori non hanno spiegato nel dettaglio come i sistemi sarebbero rimasti tecnicamente trasparenti e controllabili.
Fonti: netzpolitik.org.