La Francia sospenderà dal 3 novembre le nuove domande di finanziamento al Fonds Chaleur, ha annunciato il ministero della Transizione ecologica. Il fondo sostiene la produzione di calore e freddo da fonti rinnovabili e lo sviluppo delle reti di teleriscaldamento.
Il ministero ha dichiarato ad Agence France-Presse che la decisione riflette l’elevato numero di progetti presentati nel 2026 e i vincoli di bilancio associati a una riduzione dei fondi assegnati ad Ademe nel progetto di bilancio per il 2027. La proposta assegna all’agenzia 500 milioni di euro, rispetto agli 800 milioni del 2026. Ademe ha individuato progetti per i quali è richiesto un sostegno complessivo di 1,8 miliardi di euro.
Il ministero ha affermato che la distanza tra il sostegno richiesto e i fondi statali disponibili rende necessario rendere più rigorosi i criteri di priorità per le domande e di assegnazione dei contributi, nonostante le modifiche già apportate per migliorare l’efficienza del fondo.
Gli accordi pluriennali già in essere con le autorità locali nell’ambito dei contratti territoriali per il calore rinnovabile resteranno validi, ha dichiarato Ademe. I richiedenti potranno inoltre continuare a chiedere finanziamenti per studi preliminari in vista dei progetti.
Antoine Armand, vicepresidente di Intercommunalités de France per la transizione energetica e presidente di Grand Annecy, ha chiesto che siano garantiti almeno i fondi necessari a portare a termine i progetti. Ha affermato che mantenere gli impegni dello Stato è importante per la fiducia delle autorità locali e per la loro capacità di pianificare gli investimenti.
La sospensione arriva mentre lo Stato si appresta anche a interrompere nel 2027 e nel 2028 il programma Actee per la ristrutturazione degli edifici pubblici e diversi altri programmi per contrastare la povertà energetica. Christophe Robert, a capo della Fondation pour le logement, ha denunciato queste decisioni definendole un «grave arretramento sociale ed ecologico».
Fonti: Le Monde Politique.