Le tensioni relative al finanziamento sanitario nel prossimo bilancio italiano hanno portato a una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. I governatori regionali stanno spingendo per risorse aggiuntive e l'eliminazione dei vincoli sul personale, un messaggio formalizzato nel loro documento programmatico in vista dell'iter parlamentare.

La premier Giorgia Meloni ha difeso il record del governo, affermando che i finanziamenti per il Servizio sanitario nazionale sono cresciuti dall'inizio della legislatura a livelli senza precedenti. Ha sottolineato che la nuova legge di bilancio conferma questa tendenza, destinando ulteriori risorse per raggiungere 146,3 miliardi di euro entro il 2027. Tuttavia, i leader regionali sostengono che ciò sia insufficiente, avendo richiesto un'ulteriore somma di 18 miliardi di euro su un periodo di tre anni.

Il dibattito si è intensificato a seguito delle dichiarazioni di Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Lombardia, che ha descritto i tagli al bilancio come insostenibili per tutte le regioni. Ha stimato che la Lombardia da sola affronta un deficit di quasi mezzo miliardo di euro, il quale, secondo lui, ostacolerà gli sforzi per ridurre le liste d'attesa. Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e membro del partito Fratelli d'Italia, ha risposto con sarcasmo, suggerendo che Bertolaso è abile nel creare emergenze per giustificare il proprio ruolo.

Mentre la maggior parte dei presidenti regionali di centrodestra è rimasta in silenzio, il governatore della Liguria Marco Bucci ha offerto una prospettiva più positiva, notando che qualsiasi finanziamento aggiuntivo è benvenuto. Ha osservato che ricevere sette miliardi di euro in tre anni è preferibile a non ricevere nulla.

Al contrario, le regioni di centrosinistra sono vocali nelle loro critiche ai tagli proposti. Le segnalazioni indicano potenziali riduzioni di circa 220 milioni di euro per la Puglia e 426 milioni di euro per l'Emilia-Romagna. I dati dell'Emilia-Romagna rivelano che, mentre le regioni nel complesso hanno richiesto 3,48 miliardi di euro per coprire i costi dell'inflazione, il testo del bilancio fornisce solo 138 milioni di euro, rappresentando appena il 4% della domanda.

Michele de Pascale, presidente dell'Emilia-Romagna, ha dichiarato che nonostante le richieste fatte insieme ad altri presidenti regionali e al ministro Schillaci per adeguare l'allocazione, ci si aspetta un taglio massiccio. Ha sottolineato che il bilancio non copre i costi dell'inflazione, figuriamoci le crescenti spese energetiche e le bollette elevate che colpiscono gli ospedali. In risposta, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha sostenuto che etichettare queste misure come tagli è ingiusto dato il continuo forte investimento del governo nel fondo sanitario.

Fonti: ANSA Politica.