La Conferenza delle Regioni ha chiesto maggiori finanziamenti per il servizio sanitario nazionale e più libertà nell’utilizzo delle risorse già stanziate. Le Regioni avevano richiesto 6,5 miliardi di euro aggiuntivi, ma la legge di bilancio ne prevede 2,4 miliardi, oltre a 1 miliardo stanziato con la legge di bilancio precedente. Secondo i leader regionali, la differenza equivale a tagli, mentre i costi continuano ad aumentare.
Nel 2027 il Fondo sanitario nazionale dovrebbe raggiungere circa 146 miliardi di euro, ma si prevede che l’aumento non sarà sufficiente a coprire il costo dell’erogazione dei servizi. Le stime delle Regioni evidenziano il divario: il Veneto prevedeva di ricevere 552 milioni di euro dai finanziamenti aggiuntivi richiesti, sulla base di una quota dell’8,5%, ma dovrebbe riceverne invece circa 204 milioni, con una carenza di circa 348 milioni. Anche la Lombardia ha segnalato un disavanzo di finanziamento di quasi 500 milioni di euro.
La Toscana stima che il proprio fondo sanitario aumenterà di circa 200 milioni di euro nel 2027, mentre si prevede che ulteriori aumenti dei costi, pari a circa 600 milioni, resteranno senza copertura. Le Regioni avevano chiesto 3,48 miliardi di euro per compensare l’impatto dell’inflazione; il governo ne ha stanziati 138 milioni, circa il 4% dell’importo richiesto.
I leader regionali chiedono inoltre di eliminare i vincoli che destinano i fondi a usi specifici. Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale ha affermato che solo 800 milioni di euro delle risorse stanziate sono liberamente disponibili, mentre il resto è vincolato a interventi tra cui l’assistenza alle persone con Alzheimer, il sostegno agli anziani non autosufficienti, il personale dei pronto soccorso e i farmaci innovativi. In Emilia-Romagna, ha dichiarato, poco più di 62 milioni di euro non saranno soggetti a vincoli e potranno contribuire a coprire costi come quelli legati all’inflazione.
Un’altra proposta è abolire un bonus sanitario di 300 euro per le persone con più di 75 anni che percepiscono pensioni annue fino a 28.000 euro. Il bonus è destinato a pagare servizi non coperti dal servizio sanitario nazionale. De Pascale ha proposto di trasferire invece alla sanità pubblica l’intero stanziamento di 1,6 miliardi di euro previsto per il bonus.
Fonti: ANSA Politica.
