La decisione di Óscar Puente di lasciare l’incarico di ministro dei Trasporti in seguito a un incidente ferroviario nella provincia di Toledo lo rende il terzo esponente socialista di un governo guidato da Pedro Sánchez a dimettersi dal 2018. I due casi precedenti sono stati quelli di Màxim Huerta e Carmen Montón.
Altre uscite dal governo durante la guida di Sánchez sono state conseguenza di rimpasti generali o parziali. Alcuni ministri hanno inoltre lasciato l’incarico per assumere ruoli presso organizzazioni internazionali o candidarsi alle elezioni regionali.
Huerta si è dimesso da ministro della Cultura e dello Sport il 13 giugno 2018, una settimana dopo la nomina. La sua uscita è avvenuta dopo la pubblicazione di notizie secondo cui le autorità fiscali spagnole gli avevano imposto una sanzione per non aver pagato, tramite una società, 218.000 euro di imposte per gli anni 2006, 2007 e 2008. Il Tribunale superiore di giustizia di Madrid ha definito la condotta «volontaria e colpevole».
Montón si è dimessa da ministra della Salute l’11 settembre 2018, dopo che elDiario.es aveva riferito di irregolarità relative a un master che aveva frequentato presso l’Università Rey Juan Carlos. L’università ha dichiarato di averle modificato i voti e che avrebbe riesaminato il suo percorso accademico. Montón ha negato ogni illecito e ha detto di lasciare l’incarico affinché la controversia non condizionasse il governo.
Tra le altre dimissioni vi sono quelle di esponenti di Unidas Podemos nel primo governo di coalizione. Pablo Iglesias ha lasciato l’incarico di secondo vicepresidente del governo nel 2021 per guidare la lista del suo partito alle elezioni regionali di Madrid. Il ministro delle Università Manuel Castells si è dimesso nel dicembre 2021 per motivi di salute.
Fonti: elDiario.es.