Gli archeologi hanno portato alla luce tre imbarcazioni di legno risalenti al periodo che va dagli Han ai Wei-Jin, dal 206 a.C. al 420 d.C. circa, nel distretto di Fengtai, a Pechino. Lunghe più di dieci metri, le imbarcazioni erano sepolte a circa sette metri di profondità, vicino alle rovine di Jinzhongdu e a un antico alveo del fiume Yongding.
Le imbarcazioni, denominate Yongding River 1, 2 e 3, sono descritte dagli archeologi come le più grandi e meglio conservate navi fluviali della loro epoca rinvenute nella Cina settentrionale. La loro posizione e il loro stato di conservazione offrono indizi sulla navigazione fluviale e sui trasporti nella regione.
Ding Lina, ricercatrice presso l’Istituto municipale di archeologia di Pechino, ha affermato che la scoperta segnala la presenza di un’importante via d’acqua, forse fondamentale per la navigazione ufficiale. Il ritrovamento è stato presentato durante la Stagione di archeologia pubblica di Pechino, un’iniziativa organizzata dalle autorità cittadine per la tutela del patrimonio.
Sulle parti lignee della seconda imbarcazione sono stati trovati segni con la scritta guān, che significa «ufficiale» o «statale». Secondo quanto riportato dal Beijing Daily, le marcature indicano che le imbarcazioni furono costruite o gestite dal governo.
Le imbarcazioni presentano inoltre una sofisticata tecnica costruttiva: i bordi sagomati delle assi di legno combaciano tra loro e piccoli pioli di legno rinforzano le giunzioni. Il Beijing Daily ha osservato che tecniche simili erano ampiamente utilizzate nella costruzione navale nel Mediterraneo dell’epoca romana, dal I secolo a.C. al V secolo d.C. circa, ma sono state documentate raramente altrove. Secondo i ricercatori, le imbarcazioni forniscono nuove prove degli scambi tecnologici e culturali tra Oriente e Occidente.
Fonti: elDiario.es.