L’imprenditore Víctor de Aldama sarà processato in una causa civile per diffamazione intentata dal ministro spagnolo della Presidenza e della Giustizia, Félix Bolaños. Un’udienza preliminare presso il Tribunale di primo grado di Madrid si è conclusa senza un accordo; il processo è stato fissato al 17 febbraio, secondo fonti giudiziarie citate da elDiario.es.
Bolaños ha presentato la denuncia a maggio, sostenendo che Aldama avesse leso il suo diritto all’onore rilasciando ai media e sui social network dichiarazioni prive di fondamento. Chiede un risarcimento danni di 70.000 euro.
Aldama ha formulato l’accusa durante un’apparizione in un programma di Telemadrid, affermando che Bolaños lo aveva contattato tramite il suo responsabile della comunicazione, Ramón Bermejo, per offrirgli denaro in cambio del suo silenzio. Alla domanda del presentatore se Bolaños avesse chiamato personalmente Bermejo, Aldama ha risposto di sì.
Nella sua risposta alla causa, la difesa di Aldama ha citato il resoconto di Bermejo sulle telefonate effettuate tra marzo e luglio 2024 verso numeri telefonici della sede del Partito Socialista a Ferraz e di dipartimenti governativi a Moncloa. La difesa ha dichiarato che durante quei contatti era stato offerto del denaro. Aldama ha presentato le bollette che, secondo fonti giudiziarie, documentano chiamate di Bermejo ai centralini del Congresso dei Deputati e del PSOE; le chiamate sono durate da 26 secondi a due minuti e 10 secondi.
La difesa ha inoltre affermato che, secondo Bermejo, alle telefonate avevano partecipato persone che agivano per conto di Bolaños, tra cui l’ex capo di gabinetto Rafael Oñate. Oñate aveva lasciato l’incarico nel novembre 2023, mesi prima delle conversazioni contestate.
Il tribunale ha ammesso la denuncia di Bolaños e ha chiesto ad Aldama e alla Procura di presentare le proprie osservazioni sull’opportunità di procedere con il caso. Aldama era stato condannato per corruzione nel caso Ábalos; la Corte Suprema aveva sospeso il suo ingresso in carcere in considerazione della sua presunta collaborazione con le autorità. È entrato in carcere nell’ottobre 2024 in relazione a un’importante frode nel settore dei carburanti e ha quindi iniziato a collaborare con la giustizia.
Fonti: elDiario.es.