Le elezioni di metà mandato statunitensi del 2026 decideranno tutti i 435 seggi della Camera dei rappresentanti e un terzo dei 100 seggi del Senato. Il mandato presidenziale di Donald Trump non dovrebbe terminare prima di gennaio 2029, ma il voto sta già spingendo i repubblicani a guardare alla prossima corsa presidenziale. Secondo l’articolo, qualunque sia l’esito, le elezioni segneranno l’inizio di un’era post-Trump: è probabile che Trump diventi una «anatra zoppa», mentre i potenziali candidati del 2028 cominciano a prepararsi.
Si prevede ampiamente che i repubblicani perderanno la Camera, mentre anche la loro maggioranza al Senato è considerata a rischio. L’articolo riferisce che il partito ha spostato fondi per la campagna elettorale da alcuni Stati tradizionalmente contendibili per difendere seggi in Stati che da tempo considera sicuri. Alcuni repubblicani hanno avvertito in privato che potrebbe verificarsi una sconfitta potenzialmente grave.
Trump sta facendo intensa campagna elettorale, nonostante alcuni repubblicani locali preferiscano che mantenga le distanze. L’articolo afferma che i suoi comizi hanno incluso attacchi agli avversari politici, tra cui il sostegno dato al candidato repubblicano alla carica di governatore dell’Ohio Vivek Ramaswamy, dopo che la campagna di Ramaswamy aveva diffuso un video contro il suo avversario democratico. Trump ha attirato l’attenzione anche per aver commentato ripetutamente la corporatura del repubblicano dell’Ohio Jon Husted, candidato a un seggio al Senato.
L’articolo descrive possibili tentativi di contestare o limitare il voto, tra cui una proposta di riforma repubblicana delle leggi elettorali che non è riuscita ad avanzare al Senato e restrizioni sul voto per posta bloccate dai tribunali. Riferisce inoltre gli avvertimenti del leader della minoranza democratica alla Camera, Hakeem Jeffries, riguardo a una possibile soppressione del voto. Secondo l’articolo, alcuni esponenti MAGA hanno esortato Trump a valutare la dichiarazione dello stato di emergenza o l’imposizione della legge marziale per presunte frodi, ma presenta queste opzioni come improbabili a modificare l’esito delle elezioni. Aggiunge che Trump potrebbe comunque denunciare frodi se i repubblicani perdessero.
Una grave sconfitta potrebbe inoltre indurre Trump a scaricare la colpa attraverso cambiamenti nel suo gabinetto. L’articolo indica il segretario alla Difesa Pete Hegseth come un possibile bersaglio, pur osservando che qualsiasi cambiamento al Pentagono avverrebbe nel contesto delle tensioni legate al conflitto con l’Iran. Afferma che la guerra ha contribuito alle divisioni all’interno del movimento MAGA, dopo il malcontento precedente per la gestione del caso Jeffrey Epstein. Il commentatore Tucker Carlson ha espresso l’opposizione dell’ala isolazionista al conflitto, sostenendo che il movimento non ha futuro.
L’influenza politica di Trump si è basata in larga misura sul suo carisma personale, ma l’articolo non individua successori evidenti con la stessa capacità di tenere unito il movimento MAGA. Il vicepresidente J. D. Vance potrebbe candidarsi alla nomination del 2028, ma il suo sostegno a una guerra a cui si era opposto lo ha indebolito politicamente all’interno del suo stesso schieramento. Il segretario di Stato Marco Rubio potrebbe offrire al partito una direzione diversa, anche se, secondo l’articolo, è improbabile un ritorno al vecchio repubblicanesimo internazionalista e favorevole al libero scambio associato a Ronald Reagan.
L’articolo sostiene che sarà difficile riportare nella politica convenzionale i sostenitori più intransigenti del movimento, soprattutto i teorici della cospirazione e gli attivisti di estrema destra che Trump ha contribuito a mobilitare. Rileva inoltre una crescente corrente populista tra i democratici. Mentre il partito si è concentrato sul costo della vita e sugli sforzi per riconquistare gli elettori della classe operaia, la sua ala sinistra promuove politiche che includono tasse più alte sui ricchi, il blocco degli affitti e un salario minimo più elevato.
Questa divisione potrebbe influenzare il prossimo Congresso e la corsa presidenziale del 2028. Se i democratici conquistassero la maggioranza alla Camera, il tentativo di Jeffries di diventare presidente della Camera potrebbe dipendere dal sostegno dei Socialisti Democratici d’America, rendendo potenzialmente necessari alcuni compromessi sulle politiche. Si prevede che entrambi i partiti dovranno affrontare una competizione interna per la scelta dei prossimi candidati alla presidenza, lasciando il centro politico davanti a una contesa potenzialmente affollata di moderati e candidati della sinistra populista.
Fonti: FAZ.