L’Avvocatura dello Stato spagnola si oppone alla richiesta di Vox e Iustitia Europa di impedire a 189.578 persone di votare alle elezioni generali del 29 novembre. Il gruppo è composto dai figli maggiorenni di persone che hanno ottenuto la cittadinanza spagnola in base alla «legge sui nipoti» del 2022 o alla Legge sulla memoria storica del 2007.

Nelle memorie citate da elDiario.es, gli avvocati dello Stato sostengono che la richiesta dei partiti metterebbe in dubbio la legittimità di questi elettori. Sottolineano inoltre che molte persone interessate dalla richiesta hanno acquisito la cittadinanza in base alla legge del 2007, attraverso casi non collegati alla controversia sull’istruzione del Ministero della Giustizia del 2022 e sulla presunzione di esilio da essa prevista.

Vox e Iustitia Europa vogliono che tutte le persone indicate nell’Allegato III dell’istruzione del 2022 siano cancellate dalle liste elettorali. Sostengono che lo status di cittadinanza di questi elettori dovrebbe essere esaminato con lo stesso rigore applicato ai loro genitori, il cui diritto di voto è stato sospeso in un procedimento distinto.

L’Avvocatura dello Stato afferma che ripetere la verifica già effettuata per 163.020 elettori sarebbe «materialmente impossibile» con le risorse disponibili. L’operazione precedente è durata un mese e mezzo nei 172 uffici consolari spagnoli all’estero, ha richiesto personale aggiuntivo e ha comportato la cancellazione dei congedi, il lavoro nei giorni festivi e chiusure temporanee. Gli avvocati affermano che una seconda verifica, a tre settimane dalle elezioni e dopo l’invio per posta del materiale elettorale, non potrebbe essere effettuata senza compromettere servizi pubblici essenziali.

L’Avvocatura osserva inoltre che le prime schede sono già state inviate ai cittadini spagnoli residenti all’estero. Gli elettori indicati nell’Allegato I sono stati informati che potranno votare solo se otterranno un certificato consolare che confermi che i loro antenati hanno subito persecuzioni politiche.

Quanto al probabile impatto elettorale, gli avvocati dello Stato affermano che il numero di persone che potrebbero effettivamente votare è molto inferiore a quanto suggeriscono le cifre complessive. Dei 163.020 soggetti interessati in precedenza, «poco più di 100.000» sono iscritti nelle liste elettorali, per fattori che includono l’età, il decesso o la mancata registrazione. Sulla base dell’affluenza storica degli elettori all’estero, pari all’8,36%, l’Avvocatura stima che la sospensione attualmente in vigore inciderebbe su circa 10.000 voti. Anche se la restrizione fosse estesa ai figli delle persone che hanno acquisito la cittadinanza in base alle due leggi sulla memoria, aggiunge, l’effetto complessivo non supererebbe i 20.000 voti su un elettorato di oltre 27 milioni.

L’Avvocatura dello Stato conclude che la richiesta si basa sul numero complessivo di persone registrate, anziché su prove di quante voterebbero davvero, e sostiene che ciò non è sufficiente a giustificare un’ulteriore restrizione cautelare del diritto costituzionale di voto.

Fonti: elDiario.es.