Circa dieci organizzazioni cattoliche e organismi ecclesiali in Catalogna hanno dichiarato il loro sostegno allo sciopero generale dell’11 novembre, affermando che il loro appoggio riflette un impegno cristiano per il cambiamento sociale e la dignità umana.
In una dichiarazione congiunta, i gruppi richiamano l’insegnamento sociale cattolico sul diritto a un lavoro dignitoso, a un tetto e a condizioni di vita che consentano alle persone di realizzarsi. Collegano questi diritti a quelli che Papa Francesco ha definito i «tre T»: lavoro, tetto e terra, descrivendoli come diritti sacri da difendere.
I firmatari indicano la persistente precarietà del lavoro, i salari insufficienti e le difficoltà di accesso a un alloggio dignitoso, in un contesto caratterizzato da quelli che definiscono affitti abusivi. Affermano che queste pressioni colpiscono in particolare i giovani e i lavoratori e sostengono la necessità di costruire alleanze e risposte collettive.
La dichiarazione definisce lo sciopero un diritto storico e afferma che i cristiani dovrebbero riconoscere in questa lotta una battaglia per la giustizia e la dignità umana. Si conclude così: «Ci uniamo per il diritto a vivere».
Tra i firmatari figurano JOC Nacional de Catalunya i les Illes, GOAC, ACO, MIJAC, Coordinadora de Dones Creients, il Segretariato interdiocesano per la pastorale del lavoro in Catalogna e gli organismi di pastorale del lavoro di Terrassa, Lleida e Barcellona.
Fonti: elDiario.es.