I recenti negoziati a Bruxelles sull’eliminazione graduale, prevista dall’UE, delle auto con motore a combustione indicano che la Commissione europea è disposta ad apportare solo modifiche limitate alle proprie norme sulle emissioni. In base alla proposta discussa, le emissioni delle auto nuove dovrebbero diminuire del 90 per cento entro il 2035 rispetto al 2021, anziché del 100 per cento. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito il cambiamento un successo, ma i critici sostengono che un adeguamento modesto non risolverebbe i problemi più profondi dell’attuale politica.

Le ragioni a favore di un approccio diverso dipendono in parte dalla lenta diffusione delle auto elettriche. L’articolo fonte afferma che le tre principali case automobilistiche tedesche offrono oggi complessivamente quasi 60 modelli elettrici e che Volkswagen ha realizzato due grandi stabilimenti dedicati alla produzione di veicoli elettrici. Tuttavia, la domanda dei clienti non ha raggiunto le aspettative precedenti, mentre la transizione è stata frenata anche dalla carenza di infrastrutture di ricarica e di fornitura elettrica in alcune zone d’Europa.

L’articolo mette inoltre in discussione l’ipotesi che le auto elettriche non producano emissioni durante l’uso. Cita i dati dell’Agenzia tedesca per l’ambiente, secondo cui nel 2025 ogni chilowattora di elettricità fornita in Germania era associato in media a 344 grammi di CO₂, a causa dell’impiego di gas e carbone nella produzione di energia. Con un consumo di 20 kWh ogni 100 chilometri, ciò corrisponderebbe a 69 grammi di CO₂ per chilometro.

L’accesso alla ricarica viene descritto come particolarmente limitato in alcune zone dell’Europa meridionale e orientale. L’articolo afferma che in certe aree è disponibile un solo punto di ricarica rapida ogni 100 chilometri quadrati. Indica inoltre la bassa quota di auto elettriche sulle nuove immatricolazioni in Italia e Polonia a settembre — rispettivamente il 7,6 per cento e il 6,2 per cento — come prova delle difficoltà che i produttori incontrano nel soddisfare le aspettative di vendita dell’UE quando infrastrutture e domanda dei consumatori restano insufficienti.

Invece di imporre obiettivi sulle emissioni dell’intero parco auto che le case automobilistiche potrebbero faticare a raggiungere, l’alternativa proposta consiste nel rendere le auto elettriche più attraenti per gli automobilisti. Una delle misure suggerite è un sussidio di lungo periodo per ridurre i prezzi presso le stazioni di ricarica pubbliche, rendendo i veicoli elettrici più accessibili a chi non dispone di un caricatore domestico. L’articolo sostiene che ciò favorirebbe l’elettrificazione senza ricorrere a rigidi obblighi per i produttori.

Propone inoltre incentivi per gli e-fuel climaticamente neutri, in sostituzione dei 50 milioni di tonnellate di diesel e benzina fossili consumati ogni anno dal parco veicoli esistente in Germania. Tra le possibili misure indicate figurano agevolazioni fiscali sull’energia di lungo periodo e un bonus CO₂ per il carburante.

La tesi è che una transizione più orientata al mercato potrebbe offrire alle case automobilistiche e ai fornitori maggiore certezza nella pianificazione dei prodotti e della produzione, continuando al contempo a perseguire la decarbonizzazione dei trasporti con minori ripercussioni sui produttori e sui posti di lavoro. L’articolo presenta queste misure come un’alternativa all’attuale quadro dell’UE, basato su limiti alle emissioni delle auto nuove e sanzioni.

Fonti: FAZ.