La Spagna ha espresso preoccupazione per la possibilità che la Commissione europea non la classifichi come Paese sottoposto a pressione migratoria, uno status che può rendere i Paesi ammissibili al sostegno finanziario e al ricollocamento dei migranti in altri Stati membri dell’UE. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha esposto le obiezioni del governo in una lettera al commissario europeo per la Migrazione Magnus Brunner, secondo quanto riferito da elDiario.es, che ha dichiarato di aver visionato la lettera.

Nella valutazione precedente, a novembre 2025, Spagna, Italia, Grecia e Cipro erano state descritte come Paesi sottoposti a forte pressione migratoria. Grande-Marlaska sostiene che escludere ora la Spagna significherebbe ignorare la portata degli eventi verificatisi a Ceuta il 30 e 31 luglio, quando 80.000 persone hanno attraversato il confine tra Marocco e Spagna. Il ministro descrive l’episodio come un’emergenza migratoria straordinaria.

Secondo il ministro, l’approccio della Commissione penalizzerebbe la Spagna per gli sforzi compiuti, in collaborazione con i partner africani, per prevenire la migrazione irregolare. A suo avviso, tali sforzi si riflettono nel minor numero di operazioni di ricerca e soccorso durante il periodo di valutazione. Afferma inoltre che la valutazione dovrebbe tenere conto della pressione di lungo periodo sulle rotte verso la Spagna, compresi i 2.500 arrivi irregolari alle Canarie nelle ultime due settimane. Secondo quanto riportato nella lettera, questa cifra rappresenta il 22% degli 11.470 arrivi registrati nelle isole nel 2026.

Grande-Marlaska avverte che la Spagna sarebbe l’unico Paese a cambiare categoria nell’attuale ciclo e resterebbe quindi esclusa dagli accordi di solidarietà. Fa inoltre notare che la Spagna non ha ancora ricevuto i contributi finanziari che le sono stati assegnati nell’ambito del quadro di solidarietà del 2026. A suo giudizio, la valutazione dovrebbe riconoscere sia la crisi di Ceuta sia il carattere persistente della pressione migratoria sulla Spagna.

Il ministro richiama anche i finanziamenti dell’UE già concessi alla Spagna. La Commissione ha approvato ulteriori 244 milioni di euro per il programma spagnolo del Fondo Asilo, migrazione e integrazione per il periodo 2021–2027, portando a 812 milioni di euro il totale assegnato tramite il programma. La Spagna ha inoltre ricevuto 82 milioni di euro attraverso il meccanismo tematico del Fondo e 114,7 milioni di euro in assistenza emergenziale legata alla situazione a Ceuta. Grande-Marlaska cita tale aiuto d’emergenza come prova del fatto che la Spagna ha dovuto affrontare una pressione migratoria.

Afferma che una decisione di non classificare di conseguenza la Spagna solleverebbe interrogativi sulla possibilità che i Paesi che riducono la migrazione irregolare in un determinato anno perdano il riconoscimento della pressione cumulativa a cui sono sottoposti. La lettera avverte che il Patto dell’UE sulla migrazione e l’asilo rischia di perdere credibilità se le valutazioni non rispecchiano la situazione e le sfide che i Paesi membri devono affrontare.

La disputa si inserisce in un quadro di divisioni più ampie sulla politica migratoria. All’ultimo Consiglio europeo, la Spagna, sostenuta da Portogallo, Lussemburgo e Francia, ha bloccato un tentativo di Danimarca, Polonia e Italia di inserire una formulazione contraria a misure che potrebbero incoraggiare la migrazione; una mossa interpretata come un riferimento al programma spagnolo di regolarizzazione. Secondo quanto riportato, i tre Paesi hanno inoltre chiesto un ruolo di coordinamento più ampio per la Commissione nelle politiche migratorie nazionali.

Fonti: elDiario.es.