A giugno, Elif Eralp, candidata di punta della Sinistra berlinese, ha indicato sei priorità per il settore culturale della città, tra cui il sostegno agli artisti indipendenti e agli spazi di comunità, il miglioramento delle condizioni di lavoro, decisioni trasparenti sui finanziamenti e nuove leggi sugli spazi di lavoro e sul finanziamento della cultura. Ha inoltre chiesto che, nel lungo periodo, la spesa per la cultura raggiunga il tre per cento del bilancio cittadino.
Ma la cultura è assente dai 25 progetti che il partito ha selezionato come centrali per un accordo di coalizione, secondo i risultati della sua più recente conferenza regionale. Il documento di 76 pagine menziona la cultura solo tre volte. Il partito afferma che la numerazione delle sue 25 priorità non ne indica l’ordine di importanza, ma l’elenco non contiene proposte specifiche per il finanziamento della cultura.
Tra gli altri punti dell’elenco figurano l’attuazione del referendum sull’esproprio delle grandi società immobiliari, il ripristino di un’imposta patrimoniale, la promozione di progetti per la democrazia attraverso una legge specifica e l’istituzione di un programma regionale di psicologia scolastica.
L’omissione ha suscitato preoccupazione per il futuro del sostegno alla cultura a Berlino. L’offerta culturale della città comprende musei, teatri, teatri d’opera, spazi per eventi e festival e, come osserva l’articolo, contribuisce sia alla vita dei residenti sia al turismo, che ha una rilevanza economica per la città.
La Sinistra ha affrontato la campagna promettendo di occuparsi della crisi abitativa di Berlino, mentre la cultura era già una questione secondaria per il partito e i suoi avversari politici. L’articolo sostiene che la sua apparente assenza dall’attuale agenda del partito tocca l’identità della città.
Fonti: FAZ.