Il dibattito sul bilancio dello Stato francese per il 2027 è in una fase di stallo all’Assemblea Nazionale, lasciando il primo ministro Sébastien Lecornu nell’incertezza su come portare avanti il disegno di legge. Il governo non ha indicato una linea chiara, mentre i parlamentari si avvicinano a un voto che dovrebbe respingere la sezione sulle entrate del bilancio.

È emersa la possibilità di ricorrere alle ordinanze, nel quadro delle ipotesi secondo cui il governo potrebbe lasciare che il dibattito parlamentare faccia il suo corso, prima di attuare il testo originario. Secondo quanto riferito, alcuni esponenti della maggioranza e dell’opposizione ritengono che questa strada sia più sicura del ricorso all’articolo 49.3.

Questa volta Lecornu, che durante il precedente dibattito sul bilancio era stato molto presente all’Assemblea, ha adottato un ruolo più defilato. Jean-Philippe Derosier, studioso di diritto costituzionale, ha descritto questo approccio come un lasciare che il Parlamento svolga il proprio dibattito. La gestione del governo ha suscitato preoccupazione tra i parlamentari e gli osservatori, tra cui il relatore del Senato sul bilancio Jean-François Husson, secondo cui al processo mancava una direzione.

Il dibattito ha già causato delle battute d’arresto per il governo. Il 27 ottobre, i deputati della maggioranza all’Assemblea hanno respinto un prelievo supplementare sulle grandi imprese previsto dal disegno di legge finanziaria. Anche Benjamin Morel, docente di diritto costituzionale, ha fatto riferimento a quello che ha descritto come uno scarso dialogo tra il governo e i parlamentari.

Fonti: Le Monde Politique.