L'iniziativa 'Gen Z regelt' ha lanciato un appello per proteste giovanili in Germania, citando esplicitamente la Francia come modello mentre afferma il rifiuto della violenza. Questo confronto sorge sullo sfondo dei recenti disordini in Francia, dove i manifestanti hanno invocato la Rivoluzione Francese del 1789 con slogan come "Stiamo assaltando la Bastiglia" e immagini che mostrano l'occupazione di municipi in città come Marsiglia. Gli esperti notano che questi riferimenti rivelano una percezione di sé distinta tra i protestanti francesi, che si vedono come combattenti per la democrazia dal basso, un sentimento meno profondamente radicato in Germania.

Isabell Hoffmann, direttrice dell'Istituto Tedesco-Francese a Ludwigsburg, e Nina-Kathrin Wienkoop, politologa presso l'Istituto per la Ricerca sulle Proteste e i Movimenti a Berlino, spiegano che l'approccio tedesco è influenzato dalla paura dell'instabilità e del caos legata alla Repubblica di Weimar. In Germania, la democrazia è spesso concettualizzata come un sistema protetto da istituzioni forti piuttosto che qualcosa da conquistare attraverso sconvolgimenti. Questa divergenza culturale è evidente anche prima delle proteste giovanili previste per sabato, dove sono emerse preoccupazioni sul fatto che possano verificarsi scene simili a quelle in Francia.

I quadri giuridici creano anche differenze significative tra le due nazioni, in particolare riguardo ai diritti di sciopero. Wienkoop sottolinea che in Germania il diritto di sciopero è riservato principalmente ai sindacati all'interno del contesto della contrattazione collettiva. Al contrario, i dipendenti francesi possono scioperare legalmente anche senza il sostegno dei sindacati, e i sindacati lì hanno un mandato più ampio per chiamare scioperi contro questioni come le riforme pensionistiche, cosa che non sarebbe possibile secondo la legge tedesca. Inoltre, i sindacati francesi sono più abituati a unirsi agli scioperi organizzati da altri gruppi.

L'accettazione sociale delle tattiche dirompenti distingue ulteriormente i due paesi. In Francia, gli arresti del lavoro diffusi e le azioni che deliberatamente interrompono la vita quotidiana sono più legittimati socialmente come mezzo per far rispettare i diritti. Al contrario, tali tattiche di protesta dirompenti in Germania tendono a essere rapidamente delegittimate, come si è visto con gli attivisti per il clima i cui blocchi hanno causato ingorghi stradali. Inoltre, i sistemi politici plasmano le forme di protesta; Hoffmann nota che il sistema francese si concentra pesantemente sul presidente Emmanuel Macron come superficie ultima di proiezione per la speranza o il rifiuto, mentre il sistema federale tedesco consente la partecipazione a livelli molto più bassi.

Per quanto riguarda il potenziale di violenza, entrambi gli esperti considerano improbabile che la Germania veda proteste della stessa entità o con il livello di saccheggi e attacchi agli edifici osservati in Francia. Hoffmann attribuisce i disordini francesi all'accumulo di vari interventi e movimenti negli ultimi anni che richiedono condizioni specifiche per convergere. Wienkoop avverte, tuttavia, che l'attuale discorso sulla sicurezza interna in Germania potrebbe contribuire a una situazione tesa. Sottolinea l'importanza di garantire che il diritto di riunione sia esercitato in sicurezza senza misure preventive sproporzionate, notando che le reazioni iniziali dello stato sono cruciali nel determinare se le proteste si intensifichino.

Fonti: FAZ.