Un’équipe archeologica internazionale ha trovato diversi resti di naufragi e prove di un possibile campo di sopravvissuti del XIX secolo sull’Isla de los Estados, al largo della Terra del Fuoco, nell’Argentina meridionale. Secondo i ricercatori, i ritrovamenti potrebbero essere collegati al naufragio dell’Espora, avvenuto nel 1873, anche se non hanno ancora identificato con certezza le imbarcazioni.
Lo studio, diretto da Nicolás C. Ciarlo dell’Università di Cadice e pubblicato su Antiquity, esamina alcuni siti a Ensenada Lacroix. In un luogo vicino a un ruscello e a oltre 12 metri sul livello del mare, l’équipe ha trovato bottoni di ceramica a quattro fori, perline di vetro, una bottiglia e frammenti di lamiera ondulata zincata. Tra gli altri oggetti figurano un prisma usato per far entrare la luce negli interni delle navi e una parte di una cerniera del timone.
Il luogo, indicato con la sigla BF008, si trova a circa 150 metri da ciascuna di due importanti strutture navali. Resti lignei sono stati documentati in tre aree: BF010 comprende la parte inferiore di un’imbarcazione e una catena di ferro; BF005 conserva elementi fino all’altezza del ponte; BF004 è un frammento nella parte settentrionale del sito. I ricercatori non hanno stabilito se le strutture provengano da una sola nave o da più imbarcazioni. Le differenze nella costruzione, nelle dimensioni e nella provenienza del legno richiederanno ulteriori studi.
L’équipe ha svolto il lavoro sul campo nel gennaio 2026, raggiungendo la zona a bordo delle barche a vela Pampa Mía e Galileo nell’ambito della spedizione Aquí hay dragones, con il sostegno della Marina argentina. I ricercatori hanno fotografato e misurato i resti, realizzato disegni, utilizzato un drone per mappare i siti e prelevato piccoli campioni da analizzare in futuro.
Le testimonianze storiche divergono su ciò che accadde all’Espora dopo il naufragio, complicandone l’identificazione. Secondo alcune fonti, l’equipaggio riutilizzò gran parte dell’imbarcazione per costruirne un’altra. In tal caso, i consistenti resti di BF005 sarebbero difficili da conciliare con lo smantellamento della nave documentato nelle fonti. I ricercatori non hanno inoltre trovato resti del cantiere navale temporaneo menzionato nei resoconti storici.
L’Espora, precedentemente chiamata Nancy, era una goletta brigantino da 157 tonnellate costruita nel Maryland, negli Stati Uniti. Apparteneva al navigatore argentino Luis Piedra Buena, che aveva ottenuto una concessione sull’isola nei primi anni Settanta dell’Ottocento. Secondo quanto riferito, la nave affondò durante una spedizione per procurarsi olio di pinguino. Piedra Buena e il suo equipaggio costruirono quindi un’imbarcazione più piccola, la Luisito, e raggiunsero Punta Arenas, in Cile. Le fonti storiche collocano il naufragio nella baia di Franklin, ma la sua posizione esatta non è stata confermata.
Fonti: elDiario.es.