Il Regno Unito si trova ad affrontare un rischio significativo di non raggiungere i propri obiettivi per il riscaldamento verde a seguito dei tagli al bilancio annunciati questa settimana dal Cancelliere John Healey. Gli esperti hanno avvertito che la riduzione del finanziamento per il dipartimento dell'energia, che ammonta a oltre 3 miliardi di sterline, minare le ambizioni nazionali per un riscaldamento pulito. Una parte sostanziale di questi risparmi viene reindirizzata per finanziare l'aumento delle spese di difesa, una mossa che i critici sostengono smantella l'agenda pro-rinnovabili stabilita dall'ex Segretario all'Energia Ed Miliband e dal suo successore, Miatta Fahnbulleh.

Una delle principali vittime di questo aggiustamento fiscale è il programma governativo per sovvenzionare le pompe di calore. I tagli includono 741 milioni di sterline rimossi dallo schema di aggiornamento delle caldaie, che attualmente consente alle famiglie tipiche di richiedere 7.500 sterline per sostituire le caldaie a gas con pompe di calore elettriche. Sebbene vengano installate annualmente circa 60.000 unità, il governo aveva l'obiettivo di aumentare questa cifra a 250.000 entro il 2030. Secondo il nuovo piano, il finanziamento per lo schema aumenterà solo in linea con l'inflazione, invece di passare da 400 milioni di sterline quest'anno a oltre 700 milioni di sterline entro il 2029-30 come precedentemente previsto. Di conseguenza, i ministri riconoscono che il numero di installazioni probabilmente si stabilizzerà o crescerà molto più lentamente.

Andrew Sissons, direttore della charity di ricerca Nesta, ha dichiarato che dopo gli annunci di mercoledì è molto difficile vedere come possano essere raggiunti gli obiettivi per il riscaldamento pulito. Ha notato la possibilità che un governo laburista possa diventare il primo a mancare gli obiettivi a cui si era impegnato all'interno dell'attuale bilancio del carbonio. Ed Matthew, direttore del programma britannico presso il thinktank E3G, ha descritto la situazione come frustrante, sottolineando che il Regno Unito è già indietro rispetto ad altri paesi nell'implementazione delle pompe di calore e richiede un cambiamento significativo nell'adozione per recuperare il ritardo.

Oltre ai sussidi per le pompe di calore, i tagli colpiscono altre iniziative chiave una volta sostenute da Miliband. Queste includono circa 250 milioni di sterline tagliati dal piano per case calde, 500 milioni di sterline dai progetti sull'idrogeno e 200 milioni di sterline dal finanziamento per la tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio. Inoltre, Healey ha annunciato che i futuri progetti rinnovabili saranno approvati solo se potranno dimostrare riduzioni dei costi e prontezza a connettersi alla rete. Sebbene i funzionari insistano sul fatto che il governo rimanga impegnato ad avere energia pulita entro il 2030, molti esperti ritengono che questo obiettivo sia ora impossibile sotto il nuovo sistema.

Paul Ovenden, ex consigliere di Keir Starmer, ha caratterizzato la mossa come un saccheggio dei bilanci in capitale dell'energia per finanziare la difesa, descrivendola come lo spolpamento del progetto di Miliband. Ha suggerito che l'assenza di Miliband dal dipartimento abbia permesso a questo spostamento di verificarsi, notando che aveva precedentemente vinto argomenti contro tali tagli mentre era in carica. Tuttavia, gli alleati di Miliband e Fahnbulleh sostengono che l'agenda verde rimanga forte. Puntano all'annuncio di Healey di un passaggio a lungo termine per spostare i costi verdi dalle bollette dei consumatori ai contribuenti, nonché ai piani per disaccoppiare i prezzi dell'elettricità da quelli del gas, come prova di un impegno continuato verso l'accessibilità e l'energia pulita.

Un portavoce del dipartimento dell'energia ha difeso la strategia, citando considerevoli progressi negli ultimi due anni con 110 miliardi di sterline di investimenti del settore privato annunciati. Il dipartimento ha dichiarato di rimanere impegnato a massimizzare l'energia pulita prodotta localmente e a raggiungere gli obiettivi per le pompe di calore per proteggere i consumatori dai prezzi volatili dei combustibili fossili. Tuttavia, una fonte governativa ha ammesso che questo rappresenta il cambiamento più significativo nella politica energetica dal momento in cui è entrato in carica, sottolineando che l'attenzione si è spostata verso i costi piuttosto che semplicemente sulla costruzione di capacità per raggiungere gli obiettivi verdi.

Fonti: The Guardian Politics.