Il ministro dei Trasporti tedesco Steffen Bilger sostiene l’introduzione su scala nazionale delle cosiddette «telecamere per rilevare l’uso del telefono», che registrano l’interno dei veicoli per individuare i conducenti che usano il cellulare. La proposta segue le richieste dei governi dei Länder tedeschi di ampliare i controlli automatizzati del traffico, secondo quanto riportato da dpa e dalla Rheinische Post.

I sistemi elaborano i video con un software progettato per rilevare se un conducente tiene in mano un telefono. Secondo la Rheinische Post, la tecnologia è in grado di valutare caratteristiche quali la forma, le dimensioni, il colore, la marca e la disposizione delle fotocamere del dispositivo, insieme alle posture tipicamente associate a una telefonata. In seguito, una persona esamina le riprese segnalate per stabilire se sia stata commessa un’infrazione.

Note come Monocam, queste telecamere sono utilizzate nella Renania-Palatinato dal 2023. Da allora il Land ha modificato la base giuridica del loro impiego e ora le telecamere sono operative regolarmente.

Le preoccupazioni relative alla privacy riguardano sia l’ampiezza delle registrazioni sia la possibilità di estendere gli impieghi del sistema. Nel 2023, il sostenitore della protezione dei dati Konstantin Macher ha avvertito che la tecnologia potrebbe essere adattata per rilevare altri oggetti e ha affermato che la presenza di telecamere e IA potrebbe anche rendere accessibile il riconoscimento facciale automatizzato.

I Länder chiedono un quadro giuridico valido a livello nazionale e neutrale rispetto alla tecnologia, che consenta l’uso di diversi sistemi di telecamere, anziché autorizzare soltanto un modello specifico come Monocam. La modifica comporterebbe inoltre la registrazione dei conducenti senza un sospetto specifico di illecito. Secondo l’approccio precedente descritto nell’articolo, le immagini del traffico potevano essere acquisite quando vi era un motivo concreto per sospettare un’infrazione, come l’eccesso di velocità. L’articolo osserva che la Corte costituzionale federale ha considerato un’intrusione nel diritto all’autodeterminazione informativa persino una scansione che non rilevi alcuna corrispondenza.

Fonti: netzpolitik.org.