Il Partito Liberale (PL) brasiliano avrà 29 senatori a partire da febbraio, diventando il partito più numeroso della camera all’inizio di una legislatura per la prima volta dal 1988. Durante la campagna elettorale, i candidati del PL hanno chiesto la messa sotto accusa dei giudici della Corte Suprema, indicando Alexandre de Moraes come loro obiettivo principale. Ma la rielezione di Lula ha cambiato i calcoli: rimuovere un giudice potrebbe creare un altro posto vacante da assegnare al presidente.

Lula ha nominato quattro degli attuali 10 giudici della Corte Suprema. Prima delle prossime elezioni, potrebbe anche nominare i successori di Luís Roberto Barroso, il cui seggio è vacante dall’ottobre 2025, di Luiz Fux, che dovrebbe andare in pensione nel 2028, e di Cármen Lúcia, il cui pensionamento è previsto nel 2029. Queste nomine porterebbero a sei il numero dei giudici scelti da Lula; rimuovere Moraes e coprire il suo seggio lo porterebbe a sette.

Per mettere sotto accusa un giudice occorrono 54 voti sugli 81 del Senato. Il PL avrebbe quindi bisogno del sostegno di altri 25 senatori per rimuovere Moraes, rischiando al contempo di creare un’occasione per Lula di nominare il suo successore. In assenza di nuovi sviluppi, sostiene la rubrica, Moraes ha buone probabilità di restare alla Corte.

L’articolo descrive due possibili percorsi per il PL. Il primo consisterebbe in un accordo con il blocco centrista per rimuovere Moraes, subordinando però l’approvazione del suo sostituto a un candidato concordato. La Costituzione conferisce al presidente il potere di nominare i giudici, ma i senatori possono respingere i candidati. Ad aprile il Senato ha respinto Jorge Messias, un esito che, secondo la rubrica, non si verificava dall’inizio della Repubblica.

Un accordo del genere è considerato improbabile finché Davi Alcolumbre, descritto nella rubrica come vicino a Moraes, guiderà il Senato. Potrebbe diventare più fattibile se Arthur Lira, eletto senatore per Alagoas, dovesse infine prendere la guida della camera, afferma l’articolo.

Una seconda opzione consisterebbe nel rimuovere Moraes e bloccare qualsiasi nomina in sua sostituzione. La rubrica cita l’Argentina, dove la Corte Suprema dovrebbe essere composta da cinque giudici, ma opera con tre. Nel 2025 il presidente Javier Milei ha nominato due candidati, entrambi respinti dal Senato; da allora non sono state presentate nuove nomine. Con solo tre giudici, le decisioni richiedono l’unanimità e i disaccordi possono portare a convocare giudici di altri tribunali, con il rischio di ritardare le sentenze.

In Brasile, il seggio vacante lasciato da Barroso costituisce già un esempio di posto vacante in Senato senza un successore. Se i senatori bloccassero ulteriori nomine di Lula, la Corte Suprema potrebbe arrivare alle prossime elezioni presidenziali con tre seggi vuoti, o quattro se anche Moraes venisse rimosso. Gilmar Mendes dovrebbe andare in pensione nel dicembre 2030, il che in uno scenario estremo potrebbe lasciare al prossimo presidente fino a cinque posti vacanti da assegnare.

Con otto giudici, la Corte sarebbe al quorum minimo richiesto per pronunciarsi su questioni costituzionali; con sette, scenderebbe sotto tale soglia. In entrambe le strategie possibili del PL, la contesa centrale in Senato potrebbe riguardare chi sceglierà il prossimo giudice, anziché la condotta di Moraes. La rubrica ricorda che il 7 settembre Flávio Bolsonaro ha dichiarato che votare per Lula significava votare per Moraes: dopo le elezioni, la questione di chi avrebbe sostituito il giudice è diventata una sfida politica per il PL.

Fonti: Folha Poder.