Oggi il nome di John Dalton è associato al daltonismo, una condizione visiva che rende difficile o impossibile distinguere alcuni colori. Il chimico e matematico britannico fu tra i primi scienziati a indagare sul motivo per cui la percezione dei colori può variare da una persona all’altra; studiò la questione perché ne faceva esperienza in prima persona.

Nato il 6 settembre 1766 a Eaglesfield, nel nord-ovest dell’Inghilterra, Dalton crebbe in una famiglia quacchera e ricevette un’istruzione formale limitata. Fin da giovane mostrò interesse per la matematica e le scienze naturali, iniziò a insegnare nella scuola del suo villaggio a 12 anni e in seguito lavorò in un collegio insieme al fratello Jonathan. Lì ampliò le proprie conoscenze e imparò il latino, il greco e il francese.

Nel 1793 Dalton si trasferì a Manchester per insegnare matematica e filosofia naturale al New College. Entrò a far parte della Literary and Philosophical Society della città, dove presentò alcuni dei suoi primi lavori. A quel tempo aveva già notato di vedere i colori diversamente dalla maggior parte delle persone. In una lettera al suo ex insegnante Elihu Robinson, disse che suo fratello sembrava condividere il suo modo di vedere.

Dalton affrontò la questione con metodo scientifico. Il 31 ottobre 1794 presentò un articolo intitolato “Fatti straordinari relativi alla visione dei colori”, nel quale descriveva le differenze nella percezione dei colori e proponeva una spiegazione. Il lavoro è considerato una delle prime descrizioni scientifiche di un’alterazione della visione dei colori.

La sua spiegazione, tuttavia, era errata. Dalton riteneva che l’umor vitreo, la sostanza gelatinosa all’interno dell’occhio, fosse blu e agisse da filtro, modificando il modo in cui percepiva determinati colori. Era così desideroso di verificare la propria teoria che chiese ad altri di esaminargli gli occhi dopo la morte. Un’autopsia nel 1844 rilevò che l’umor vitreo era completamente incolore.

Nel 1995 gli scienziati analizzarono il DNA prelevato dal bulbo oculare conservato di Dalton e conclusero che era affetto da deuteranopia, una forma di daltonismo che compromette la capacità di distinguere il rosso dal verde.

Fonti: elDiario.es.