Il ministro degli Esteri Ed Miliband ha affermato che la disponibilità del governo a valutare scuse formali per il ruolo della Gran Bretagna nella tratta transatlantica degli schiavi non comporterebbe un aumento dei costi per i contribuenti britannici. Il primo ministro ha escluso le riparazioni, ma non ha specificato se il nuovo approccio del governo potrebbe comportare altre spese pubbliche.

Intervenendo al podcast Newscast della BBC, Miliband ha detto che i governi precedenti avevano cercato di evitare di fare i conti con i danni duraturi causati dalla schiavitù. Ha citato la descrizione data nel 2007 dall’allora primo ministro Tony Blair del coinvolgimento britannico come una questione di «profondo dolore e rammarico», aggiungendo che a quelle dichiarazioni era seguito un passo indietro rispetto alle scuse.

Miliband ha affermato che la questione è riemersa nelle discussioni del Commonwealth, anche durante il Commonwealth Heads of Government Meeting del 2024 a Samoa, dove ha descritto gli scambi come uno scontro verbale. Ha detto che il governo aveva deciso che fosse giusto affrontare la questione anziché ignorarla.

I ministri stanno avviando quello che definiscono un «dialogo strutturato» con i paesi coinvolti dalla schiavitù. Le scuse formali potrebbero essere presentate in occasione del Vertice del G20 che il primo ministro ospiterà a Manchester nel novembre 2027.

Miliband ha detto di aver richiesto una ricostruzione storica del coinvolgimento britannico nella tratta degli schiavi. Ha citato il trasporto di oltre tre milioni di persone, descrivendo come strazianti le condizioni che subirono e i decessi durante il viaggio. Ha affermato che fare i conti con il passato è compatibile con l’orgoglio per la Gran Bretagna.

Fonti: BBC News UK.