Tre scienziati sono finiti a processo a Barcellona per una protesta climatica del 2023 durante la quale fu lanciato del succo di barbabietola contro l’edificio della Delegazione del Governo. I fatti non sono contestati: uno degli imputati versò il succo sulla facciata, un altro espose uno striscione che invitava i governi ad agire contro il cambiamento climatico e il terzo fece da mediatore con la polizia.

La controversia riguarda il modo in cui la protesta debba essere trattata ai sensi della legge. La procura ha accusato gli imputati di danneggiamento aggravato e chiede per ciascuno 18 mesi di carcere e una multa di 2.700 €. Chiede inoltre che i tre paghino congiuntamente 4.132,15 € alla Delegazione del Governo in Catalogna, somma corrispondente al costo della pulizia specializzata della facciata.

Il pubblico ministero ha sostenuto che l’edificio è di proprietà pubblica e che gli imputati avrebbero dovuto prevedere che il succo avrebbe lasciato un segno. Un rappresentante dell’impresa di pulizie ha dichiarato in tribunale che la pietra porosa della facciata non poteva essere pulita soltanto con l’acqua, contraddicendo l’affermazione degli imputati secondo cui la sostanza si sarebbe potuta lavare via facilmente.

La difesa chiede l’assoluzione, sostenendo che l’azione non costituisse un reato e fosse tutelata dal diritto di riunione. L’avvocata Solange Hilbert l’ha descritta come una protesta di lieve impatto, quasi performativa, che aveva provocato un imbrattamento reversibile, affermando che la strada era «più sporca per l’urina dei cani» che per l’azione degli imputati.

Gli imputati hanno dichiarato di aver scelto il succo di barbabietola perché, a loro avviso, si poteva lavare via con l’acqua e non avrebbe causato danni. Hanno descritto l’azione come una protesta contro l’inazione del governo di fronte all’emergenza climatica. Il processo si è concluso e il caso è in attesa di una sentenza.

Fonti: elDiario.es.