Comillas, località costiera nota per la sua architettura modernista, le dimore storiche e la presenza di importanti visitatori estivi, sta affrontando una carenza di abitazioni che, secondo i residenti, rende sempre più difficile vivere nel comune tutto l’anno. La pressione si estende ai comuni vicini come Ruiloba, dove scarseggiano anche le abitazioni accessibili in affitto o in vendita.
La località conta 2.145 residenti registrati, ma le rilevazioni comunali tramite telefoni cellulari hanno registrato quasi 26.000 visitatori giornalieri a metà agosto 2026. Secondo l’ultimo Censimento della popolazione e delle abitazioni dell’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo, il 70% del patrimonio abitativo di Comillas è costituito da seconde case che rimangono vuote per gran parte dell’anno.
Anche i dati comunali sulle principali licenze edilizie rilasciate nel 2025 riflettono il peso della domanda esterna. Il 40% delle richieste è stato presentato da società a responsabilità limitata, mentre il 45% è stato inoltrato da persone fisiche il cui indirizzo registrato si trovava fuori dalla Cantabria. Solo il 15% dei richiedenti viveva a Comillas.
Julián Rozas, primo vicesindaco della località e consigliere socialista, afferma che le attuali condizioni del mercato stanno spingendo i residenti fuori dal proprio comune. Descrive gli effetti sulle famiglie, sui lavoratori locali e sulle comunità scolastiche, avvertendo che Comillas potrebbe trasformarsi in una destinazione stagionale, dove i residenti se ne vanno a dormire altrove una volta terminati gli eventi e l’attività turistica.
La carenza di abitazioni sta incidendo anche sulle attività locali. Secondo Rozas, alcuni operatori del settore alberghiero e della ristorazione hanno dovuto acquistare e ristrutturare vecchie abitazioni per ospitare i dipendenti stagionali, perché la mancanza di alloggi rende difficile assumere personale.
Nell’ottobre 2026, il consiglio comunale in sessione plenaria ha approvato l’affidamento di una verifica tecnica indipendente per preparare la relazione richiesta dalla Legge spagnola sul diritto alla casa. Lo studio stabilirà se Comillas soddisfa i criteri per essere dichiarata zona residenziale sotto pressione.
Il Comune aveva già chiesto al governo della Cantabria, nel novembre 2024, di preparare gli studi di mercato necessari. Dopo quelli che i rappresentanti municipali descrivono come due anni senza risposta da parte dell’amministrazione regionale, la località ha deciso di finanziare una propria relazione.
La verifica esaminerà se i costi dell’affitto o del mutuo superano il 30% del reddito medio delle famiglie e confronterà la crescita dei prezzi delle abitazioni con l’inflazione. Se i requisiti di legge saranno soddisfatti, la designazione potrebbe limitare gli aumenti nei nuovi contratti di locazione e offrire incentivi fiscali fino al 90% nell’imposta sul reddito delle persone fisiche per i piccoli proprietari che offrano affitti accessibili.
Il Comune ha inoltre limitato le strutture ricettive turistiche attraverso il piano urbanistico locale, che consente abitazioni a uso turistico solo ai piani terra. La sindaca Teresa Noceda, del Partito Regionalista, afferma che più della metà delle richieste è stata respinta. Delle 243 abitazioni a uso turistico elencate sul sito web regionale, il Comune ha concesso licenze a 120 che rispettano le norme urbanistiche locali.
Noceda sostiene che limitare gli affitti turistici non sarà sufficiente e chiede informazioni migliori sulle abitazioni vuote, nonché terreni pubblici per l’edilizia abitativa protetta. Il Comune sta elaborando la decima modifica del proprio piano urbanistico ed è in attesa dell’approvazione della Commissione regionale per la pianificazione territoriale e l’urbanistica. L’obiettivo è mettere i terreni comunali a disposizione del governo regionale per la costruzione di alloggi pubblici.
Rozas, tuttavia, mette in dubbio che le abitazioni protette in vendita sarebbero accessibili a livello locale. Osserva che a Comillas i prezzi ufficiali superano i 2.000 euro al metro quadrato, il che porterebbe il costo di un’abitazione di 80 metri quadrati a circa 200.000 euro. Per questo sostiene la necessità di dare priorità all’edilizia pubblica in affitto a prezzi accessibili e sottolinea che le abitazioni entrerebbero nel mercato libero dopo 20 anni.
Il Comune deve ora stabilire come affidare la verifica, attraverso un contratto minore o una gara aperta. Rozas afferma che la procedura dovrebbe garantire la massima trasparenza. Prevede che il lavoro si basi in larga misura sui dati pubblici dell’Istituto nazionale di statistica e dell’Istituto di statistica della Cantabria, anche se non ha fissato una data per il completamento.
Confronta la situazione con quella dei Paesi Baschi, dove le autorità regionali preparano studi di propria iniziativa per aiutare i comuni a chiedere la designazione come zone sotto pressione. A Comillas, afferma, l’inerzia del governo della Cantabria ha lasciato il Comune a promuovere e finanziare autonomamente l’intero processo.
Fonti: elDiario.es.