La sostenibilità dei costi delle abitazioni è diventata una questione centrale nelle Isole Baleari, dove la carenza si è aggravata nell’arco di circa un decennio e ha reso più difficile per i residenti, i servizi pubblici e il settore turistico trovare case a prezzi accessibili. Dall’insediamento nel 2023, il governo della presidente regionale Marga Prohens ha cercato di aumentare l’offerta attraverso modifiche alla pianificazione urbanistica, nuove costruzioni e incentivi fiscali, anziché imporre limiti agli affitti o dichiarare zone residenziali ad alta pressione abitativa.

La strategia comprende abitazioni a prezzo limitato, la messa a disposizione di ulteriori terreni per lo sviluppo residenziale e misure fiscali a beneficio di chi acquista casa e dei proprietari immobiliari. Il governo ha inoltre annunciato l’abolizione delle imposte regionali per gli under 36 che acquistano la prima casa, sebbene, secondo quanto riportato, la proposta non fosse ancora stata attuata. Prohens si è inoltre impegnata a destinare risorse provenienti dalla Tassa sul turismo sostenibile alle esigenze abitative.

Il governo afferma di avere oltre 10.000 abitazioni a prezzi accessibili in diverse fasi di sviluppo o pianificazione, destinate a persone che vivono nelle isole da almeno cinque anni. Molte, tuttavia, non sono ancora disponibili. La cifra comprende progetti in fasi molto diverse, mentre 4.400 abitazioni risultano in fase di istruttoria nell’ambito della Legge d’emergenza abitativa del 2024 e del programma Construir per Llogar.

Un piano per ampliare l’offerta di alloggi pubblici in affitto tramite l’Istituto balearico per la casa non ha ancora portato all’avvio formale dell’iter per diversi interventi importanti. Il governo ha presentato 47 interventi, per un totale di 1.213 abitazioni, con un investimento previsto di 228 milioni di euro. Afferma che 41 progetti, che prevedono oltre 950 abitazioni, sono stati dichiarati di interesse regionale, ma non sono ancora stati completati.

Il programma Lloguer Segur è rimasto ben al di sotto dell’obiettivo iniziale. Il programma mirava a immettere sul mercato degli affitti 3.000 abitazioni sfitte di piccoli proprietari, offrendole ai residenti idonei a un canone inferiore del 30% rispetto a quello stimato dall’amministrazione. A giugno 2026 aveva reperito 92 immobili; nei mesi successivi se ne sono aggiunti altri 20, portando il totale a 112.

Il governo ha inoltre creato un quadro normativo per i progetti residenziali strategici, pensato per rendere disponibili terreni e accelerare le costruzioni. I piani prevedono 8.000 abitazioni, di cui, secondo l’amministrazione, 4.000 saranno a prezzo limitato o edilizia residenziale protetta. La legge, tuttavia, non stabilisce una quota minima per queste categorie. Eduard Vila, ex responsabile regionale per la casa, ha criticato gli obiettivi del governo, definendoli gonfiati, e ha sostenuto che alcune misure equivalgono a privatizzare i terreni. Ha inoltre messo in discussione i ritardi e le condizioni previste per la costruzione di alloggi protetti.

Gli incentivi fiscali restano una componente fondamentale dell’approccio del governo. Le misure entrate in vigore il 14 giugno 2026 hanno innalzato il prezzo massimo degli immobili ammessi a determinati benefici sull’imposta sui trasferimenti, ridotto le imposte sulle abitazioni a prezzo limitato e introdotto una detrazione per i proprietari che congelano gli affitti. Una legge distinta, adottata nello stesso mese, mirava ad accelerare la costruzione di alloggi protetti semplificando le procedure e modificando i requisiti per gli interventi pubblici.

Il governo ha continuato a opporsi all’utilizzo del meccanismo statale per limitare gli affitti. Il 6 ottobre, il parlamento regionale ha respinto una proposta socialista che avrebbe consentito ai comuni e all’Istituto per la casa di avviare le procedure per dichiarare le aree con mercati abitativi sotto pressione, qualora fossero soddisfatti i requisiti di legge. La proposta è stata respinta con 33 voti contrari e 24 favorevoli, con il PP e Vox schierati contro.

La misura respinta avrebbe aperto la strada a norme di contenimento degli affitti nelle aree che soddisfacevano i requisiti. Il governo regionale sta ora valutando un ricorso legale contro la decisione del governo nazionale di escludere dai 180 milioni di euro di sovvenzioni le regioni che non hanno adottato limiti agli affitti. L’amministrazione di Prohens ha definito discriminatoria tale decisione.

Fonti: elDiario.es.