Il Montenegro potrebbe diventare il 28º membro dell’Unione europea nel 2028, secondo una tabella di marcia presentata dalla Commissione europea. Bruxelles ritiene che il paese possa concludere quest’anno i negoziati di adesione, completare una bozza di trattato in primavera e firmarla a giugno. La conferenza finale con il governo di Podgorica è prevista per dicembre.
Il Montenegro ha concluso 21 dei 33 capitoli previsti nei negoziati di adesione. Si prevede che altri tre si chiudano la prossima settimana, mentre l’obiettivo è completare i capitoli rimanenti entro la fine dell’anno. Se il calendario sarà rispettato, il Montenegro sarà il primo paese a entrare nell’UE da 15 anni.
La Commissione ha pubblicato tabelle di marcia anche per Albania, Moldova e Ucraina, i principali candidati tra i dieci paesi che aspirano all’adesione. I piani individuano le tappe da raggiungere nel corso del prossimo anno. L’Albania ha concluso quattro capitoli e punta a completare gli altri entro la fine del 2027. La Commissione descrive l’obiettivo di terminare i negoziati il prossimo anno come ambizioso ma realizzabile, a condizione che il paese mantenga il ritmo delle riforme.
Secondo Bruxelles, l’Albania deve compiere ulteriori progressi nella riforma della giustizia e nella lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata. Ha inoltre chiesto un dialogo più intenso con la società civile e interventi sulle riforme ambientali, compresi progetti che, secondo la Commissione, violano i requisiti ambientali dell’UE.
La Moldova è stata elogiata per aver compiuto i progressi più rapidi nelle riforme tra i paesi candidati, soprattutto in ambito giudiziario e nella lotta alla corruzione. Punta a concludere i negoziati all’inizio del 2028, un obiettivo che la Commissione considera ambizioso ma fattibile. La tabella di marcia prevede anche legami più stretti con l’UE in settori quali l’energia, i trasporti e la connettività digitale, oltre a un migliore accesso al mercato unico del blocco.
I negoziati di adesione con Moldova e Ucraina sono iniziati a giugno e sono ora in corso in quattro dei sei cluster di politiche. La Commissione auspica di avviare gli altri due a dicembre. I processi dei due paesi restano legati sul piano politico, ma potrebbero essere separati, perché la Moldova sta attuando le riforme più rapidamente, mentre l’Ucraina è in guerra.
L’Ucraina punta a concludere i negoziati entro la fine del 2028, anche se secondo la Commissione dovrebbe accelerare le riforme. La Commissione ha citato il lavoro ancora da svolgere sullo Stato di diritto, sulle istituzioni democratiche, sulla pubblica amministrazione e sulla tutela delle minoranze, definendo al contempo indipendenti ed efficaci gli organismi anticorruzione del paese. Ha inoltre sottolineato l’esperienza dell’Ucraina nell’affrontare le minacce alla sicurezza e il suo potenziale contributo all’industria europea della difesa.
La Commissione ha sottolineato che la firma di un trattato di adesione non garantirebbe l’ingresso nell’Unione. Le nuove regole presentate a ottobre mirano a proteggere l’UE da eventuali arretramenti democratici o in materia di Stato di diritto, prima dell’adesione o durante i primi 15 anni di uno Stato membro nel blocco.
Fonti: FAZ.
