la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati italiana ha richiesto la rimozione di una disposizione che imponeva uno sconto del 50% sui libri di testo digitali per scuole e università dall'attuale manovra fiscale. La commissione ha citato motivi organizzativi per l'eliminazione della misura, che era stata opposta da editori e librai i quali sostenevano che fosse sia inutile che dannosa per la catena dell'industria.
I critici della proposta hanno avvertito che lo sconto obbligatorio non avrebbe garantito vantaggi reali per le famiglie. I librai hanno specificamente evidenziato un potenziale effetto boomerang in cui i consumatori potrebbero essere costretti a stampare autonomamente i testi digitali, spendendo alla fine più denaro del previsto. Innocenzo Cipolletta, presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE), ha espresso soddisfazione per la decisione, ribadendo che la misura era irrealizzabile e avrebbe favorito la pirateria.
Cipolletta ha inoltre descritto l'obbligo di concedere una licenza per la stampa di testi digitali come illegittimo secondo le attuali leggi nazionali ed europee sul diritto d'autore. Ha sottolineato che la via più efficace per garantire il diritto allo studio rimane l'aumento delle risorse disponibili per le famiglie meno abbienti. L'AIE spera che i continui dialoghi con il Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara portino a risultati concreti su questo specifico fronte.
La decisione ha ricevuto anche il sostegno di Ali-Confcommercio, il cui presidente Paolo Ambrosini ha dichiarato che l'organizzazione rimane disponibile a identificare soluzioni per le questioni relative all'editoria scolastica, affrontando al contempo le esigenze delle famiglie e delle scuole. Antonio Terzi, presidente di Sil Confesercenti, ha condiviso questi sentimenti, notando che la novità proposta non avrebbe offerto alcun reale beneficio economico poiché il prodotto risultante non sarebbe stato più conveniente dei libri già presenti sul mercato.
Terzi ha avvertito che questo passo indietro non dovrebbe oscurare l'urgenza di aprire un dialogo con le istituzioni per rendere gli strumenti di sostegno esistenti più efficaci e permettere alle librerie locali di competere in modo sostenibile. Inoltre, Federcartolai aveva precedentemente opposto la norma, sostenendo che essa spostava semplicemente il momento dei pagamenti delle famiglie e metteva in discussione il metodo di studio trattando gli strumenti digitali come sostituti piuttosto che come aiuti integrati.
Fonti: ANSA Politica.
