La Spagna è scesa di due posizioni, al 14º posto, nell’Indice europeo della trasparenza 2026 di carVertical, che valuta i rischi nel mercato delle auto usate in 23 Paesi. Il Paese si colloca alle spalle di Germania e Francia, ma davanti al Portogallo, che è 15º.

Il calo è legato a un forte aumento dei veicoli con precedenti di danni e a una percentuale più elevata di auto con contachilometri alterati. Tra settembre 2025 e agosto 2026, il 50,5% dei veicoli controllati in Spagna aveva una storia di danni registrati, rispetto al 37% dell’anno precedente. In pratica, una vettura su due tra quelle analizzate presentava registrazioni di incidenti o altri danni.

Anche la manomissione dei contachilometri è diventata più diffusa. La quota di veicoli interessati è salita dal 3,3% al 4,5%, con un aumento di oltre un terzo in un anno. Tuttavia, la modifica media del chilometraggio è diminuita del 13,8%, passando dagli 89.407 chilometri del 2025 ai 77.042 chilometri del 2026.

Un contachilometri alterato può indurre gli acquirenti a pagare più di quanto valga un veicolo in base al suo utilizzo effettivo, dando inoltre un’impressione fuorviante dell’usura e delle future esigenze di manutenzione. Il valore medio dei danni registrati è sceso da 5.423 euro a 4.050 euro, anche se il numero crescente di auto con precedenti di danni rimane una fonte di grande preoccupazione.

Ramūnas Pletkus, esperto di carVertical, ha affermato che gli acquirenti non dispongono ancora di informazioni sufficienti sul costo reale delle frodi sui contachilometri. Ha aggiunto che verificare la storia dei danni di un veicolo è importante non solo dal punto di vista finanziario, ma anche per le possibili implicazioni sulla sicurezza.

Anche la composizione del mercato spagnolo delle auto usate è cambiata nel periodo esaminato dallo studio. I veicoli importati rappresentavano il 50,7% delle auto controllate, rispetto al 62,2% dell’anno precedente. Nonostante il calo, le auto importate costituivano ancora circa la metà del campione, rendendo più difficile ricostruire una storia completa quando i registri del Paese d’origine non sono disponibili.

L’età media dei veicoli analizzati è aumentata dai 9,2 anni del 2025 ai 10,5 anni del 2026. La combinazione di auto più vecchie e di una percentuale maggiore di veicoli con precedenti di danni rende ancora più importante verificare la storia di un veicolo prima dell’acquisto.

La classifica di carVertical si basa sui report sulla storia dei veicoli acquistati dai suoi clienti tra settembre 2025 e agosto 2026. Prende in considerazione sei indicatori: la percentuale di auto con chilometraggio manomesso, la modifica media del chilometraggio, la quota di veicoli con danni registrati, il valore medio di tali danni, la percentuale di auto importate e l’età media dei veicoli. A ciascun fattore viene assegnata una ponderazione diversa in base al suo impatto previsto sulla trasparenza del mercato.

Il Regno Unito ha mantenuto il primo posto, favorito dalla sua bassa dipendenza dalle importazioni: solo il 2,4% dei veicoli controllati proveniva dall’estero. La quota di auto con contachilometri alterati era del 4%. La Germania si è classificata seconda, seguita da Svizzera, Finlandia e Francia.

In fondo alla classifica si trovavano soprattutto i mercati dell’Europa orientale. L’Ucraina è rimasta ultima, come dal 2024, seguita da Bulgaria e Lettonia. I veicoli importati rappresentavano il 76,3% del campione ucraino. In Bulgaria, il 10,4% dei veicoli aveva un chilometraggio manomesso e il 42,8% presentava danni registrati. In Lettonia, le importazioni rappresentavano il 69,8% del campione, mentre il 58,5% delle auto aveva danni registrati.

Secondo Pletkus, la condivisione limitata dei dati tra i Paesi rimane uno dei principali ostacoli alla trasparenza. Quando un veicolo attraversa una frontiera, le informazioni sulla sua storia possono rimanere in banche dati nazionali o private invece di viaggiare con l’auto, rendendo più difficile per gli acquirenti valutarne le reali condizioni.

Fonti: elDiario.es.