Il ministro degli Esteri Ed Miliband ha difeso la richiesta di Andy Burnham di avviare un dialogo strutturato con i Paesi del Commonwealth su una formale richiesta di scuse da parte del Regno Unito per la schiavitù, criticando al contempo la precedente risposta di Tony Blair, definita una dichiarazione del tipo «chiediamo scusa, ma non troppo».

Intervenendo al podcast Newscast della BBC, Miliband ha affermato che le persone erano state «ferite» dalla sensazione che la questione venisse messa a tacere. Ha detto che l’approccio di Burnham offriva l’opportunità di collaborare con i partner del Commonwealth per andare avanti.

Nel 2006 Blair disse che la tratta degli schiavi era «profondamente vergognosa» ed espresse «profondo dolore per il fatto che sia mai avvenuta», ma non si scusò formalmente. Miliband ha detto che la dichiarazione esprimeva dolore, prima di essere «smentita da Downing Street».

Burnham ha proposto un «dialogo strutturato» sulla formulazione delle scuse. Alla domanda se si potesse arrivare a delle scuse formali entro il prossimo novembre, quando il Regno Unito ospiterà a Manchester il vertice dei leader del G20, Miliband ha risposto: «In linea di massima, sì».

Ha tuttavia sottolineato che il Regno Unito non offrirà riparazioni. Miliband ha detto che il governo aveva comunicato ai suoi partner di essere disposto a discutere delle scuse, ma che non avrebbe cambiato posizione sulle riparazioni, da lui definite impraticabili e irrealizzabili.

Burnham ha rilasciato queste dichiarazioni al vertice dei capi di governo del Commonwealth ad Antigua e Barbuda. Secondo il resoconto del suo incontro con il primo ministro di Antigua e Barbuda, Gaston Browne, ha descritto il Commonwealth come «più importante oggi che mai» in tempi turbolenti.

Fonti: The Guardian Politics.